Mercoledì 12 Gennaio 2011

Un minuto con Dante
I ruffiani e i seduttori

NELLE MALEBOLGE: I RUFFIANI E I SEDUTTORI

18. 25 Nel fondo erano ignudi i peccatori;
18. 26 dal mezzo in qua ci venien verso 'l volto,
18. 27 di là con noi, ma con passi maggiori,

18. 28 come i Roman per l'essercito molto,
18. 29 l'anno del giubileo, su per lo ponte
18. 30 hanno a passar la gente modo colto,

18. 31 che da l'un lato tutti hanno la fronte
18. 32 verso 'l castello e vanno a Santo Pietro;
18. 33 da l'altra sponda vanno verso 'l monte.

18. 34 Di qua, di là, su per lo sasso tetro
18. 35 vidi demon cornuti con gran ferze,
18. 36 che li battien crudelmente di retro.


Terminato il volo sulla groppa di Gerione, i due pellegrini si ritrovano sul fondo dell'ottavo cerchio, a sua volta suddiviso in dieci cerchi minori detti Malebolge. Questi cerchi, digradanti verso il basso, sono separati tra loro da fossati collegati attraverso dei ponticelli, simili a quelli che univano i fossati dei castelli medievali. In fondo all'ottavo cerchio ci sarà il nono, il pozzo dei giganti, l'ultimo cerchio, nel quale sono puniti i traditori.

Dante e Virgilio si incamminano, tenendo la sinistra, lungo la prima bolgia e notano più in basso due schiere di dannati che procedono in due direzioni opposte, suddivisi in due corsie. Viene introdotta qui una similitudine molto interessante sul piano storico in quanto si riferisce all'accorgimento utilizzato dai Romani, in occasione del Giubileo del 1300, per regolare il flusso ed il deflusso delle migliaia di pellegrini che si recavano in visita alla Basilica di San Pietro. La similitudine lascia intendere che Dante si trovava a Roma proprio in quella occasione e vide con i suoi occhi questo spettacolo.

I ruffiani e i seduttori vengono battuti sul fondo-schiena da diavoli cornuti che agitano lunghe sferze. I dannati procedono alzandosi sulla punta dei piedi per ridurre la violenza dei colpi sulle natiche: contrappasso degno di coloro che, per favorire i loro complici o per conto proprio, hanno indotto altri a concedersi, solamente per assecondare il capriccio dei loro bassi istinti.

Enzo Noris

fa.tinaglia

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