Lunedì 31 Gennaio 2011

Un minuto con Dante
I fanti di Caprona

I FANTI DI CAPRONA

IF XXI, 88 ss.


E 'l duca mio a me: «O tu che siedi
tra li scheggion del ponte quatto quatto,
sicuramente omai a me ti riedi».

Per ch'io mi mossi, e a lui venni ratto;
e i diavoli si fecer tutti avanti,
sì ch'io temetti ch'ei tenesser patto;

così vid'io già temer li fanti
ch'uscivan patteggiati di Caprona,
veggendo sé tra nemici cotanti.

I' m'accostai con tutta la persona
lungo 'l mio duca, e non torceva li occhi
da la sembianza lor ch'era non buona.

Sempre nel canto XXI, quello dei barattieri, troviamo nuove similitudini che meritano un breve commento. La prima è quella usata da Dante per descrivere Virgilio che si avvicina ai diavoli con atteggiamento risoluto. I diavoli muovono contro di lui con fare minaccioso come i cani si avventano sul povero pellegrino che si trova nel bisogno ed entra in una proprietà privata. L'altra similitudine, che potremmo definire tragicomica, riguarda invece Dante che, invitato da Virgilio, esce dal nascondiglio dove si era acquattato, mostrando un contegno non certo audace; una volta allo scoperto il nostro, tutto timoroso, avanza tra due schiere di diavoli pronti a ferirlo con i loro arpioni. Dante si paragona agli occupanti la rocca di Caprona espugnata nell'agosto del 1289: costoro, ormai sconfitti, si arrendono ed escono dalla fortezza avanzando tra due ali di nemici. Dante, che probabilmente era presente all'evento dalla parte dei vincitori, si paragona qui ai nemici sconfitti. 

Enzo Noris

fa.tinaglia

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