Lunedì 07 Febbraio 2011

Un minuto con Dante:
ecco gli ipocriti

GLI IPOCRITI
IF XXIII, 58 ss.

Là giù trovammo una gente dipinta
che giva intorno assai con lenti passi,
piangendo e nel sembiante stanca e vinta.

Elli avean cappe con cappucci bassi
dinanzi a li occhi, fatte de la taglia
che in Clugnì per li monaci fassi.

Di fuor dorate son, sì ch'elli abbaglia;
ma dentro tutte piombo, e gravi tanto,
che Federigo le mettea di paglia.

Oh in etterno faticoso manto!
Noi ci volgemmo ancor pur a man manca
con loro insieme, intenti al tristo pianto

Arrivati nella sesta bolgia, Dante e Virgilio incontrano gli ipocriti. Costoro sono costretti a procedere lentamente sotto pesanti cappe di piombo dorato, con cappucci calati sul volto, proprio come i monaci cluniacensi. Interessante la pena del contrappasso: queste cappe dorate ricordano un'apparenza di bontà e di onestà ma sotto celano malizia e perversione.

Dante ha presente il passo dei vangeli nel quale Gesù apostrofava i farisei definendoli “sepolcri imbiancati”, tombe che sembrano ordinate e linde all'esterno ma che coprono corpi in putrefazione. Il termine “ipocrita” deriva dal greco e significa “attore”, forse perché gli attori si dipingevano il volto per sembrare ciò che non erano nella realtà, o portavano maschere per rappresentare personaggi di volta in volta comici o tragici.

Secondo altri critici invece Dante ricorreva ad una falsa etimologia di Uguccione da Pisa che spiegava il termine “ipocrita” con l'espressione “ricoperto d'oro”, perché fuori sembra buono ma dentro è malvagio. Seguirà un colloquio con due ipocriti bolognesi Catalano e Loderingo, entrambi “Frati gaudenti”, un ordine religioso (fondato intorno al 1260 proprio da Loderingo degli Andalò) che aveva il compito di combattere l'eresia e tutelare la pace sociale.

Col tempo però gli esponenti di questo Ordine si diedero alla vita comoda e alla mondanità trascurando i loro doveri e facendo sì che l'aggettivo “gaudenti” non indicasse più la gioia del portare la pace ma il godere ottenuto dalle dissolutezze.

Enzo Noris

fa.tinaglia

© riproduzione riservata