Lunedì 11 Aprile 2011

Un minuto con Dante
«Per correr miglior acque»

«Per correr miglior acque: il proemio del Purgatorio»

PG I, 1-8

1 Per correr miglior acque alza le vele
2 omai la navicella del mio ingegno,
3 che lascia dietro a sé mar sì crudele;

4 e canterò di quel secondo regno
5 dove l'umano spirito si purga
6 e di salire al ciel diventa degno.

7 Ma qui la morta poesì resurga,
8 o sante Muse, poi che vostro sono;

Usciti dalle tenebre dell'Inferno, Dante e Virgilio arrivano alla spiaggia del Purgatorio dove sono accolta da un'alba serena e particolarmente dolce. Il testo inizia con un'immagine solenne, tratta dalla navigazione, come se Dante fosse un navigante chiamato ora ad avventurarsi in acque tranquille e rassicuranti. Segue l'invocazione alle Muse, divinità ispiratrici della poesia, alle quali chiedere le parole adeguate a descrivere questo paesaggio così diverso da quello infernale. Il tono ed il registro linguistico si adeguano all'atmosfera dolce e carica di speranza, caratterizzata da tinte pastello.
Alla novità del linguaggio corrisponde la necessità di rinnovare anche lo stato d'animo per disporsi ad iniziare il cammino verso il Paradiso terrestre, collocato da Dante sulla sommità della sacra montagna del Purgatorio.

Enzo Noris

fa.tinaglia

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