Sabato 23 Luglio 2011

Girone premiato a Bergamo
«I cattivi sono più interessanti»

«Il cattivo che amerete odiare»: così si definiva, con una buona dose di cinica civetteria, Eric Von Stroheim. Forse il Tano Cariddi de La Piovra, interpretato magistralmente da Remo Girone, non apparterrà a questa categoria ma di certo è stato uno dei veri e più credibili cattivi della televisione italiana e sicuramente il personaggio che ha dato a Girone una grande popolarità. Remo Girone sarà sabato a Bergamo, ospite del Festival internazionale del Cinema d'Arte che lo premierà con un award alla carriera.

Remo Girone, oggi riceverà un premio alla carriera, cosa ne pensa?
«Mi fa piacere ricevere questo premio. I premi sono riconoscimenti per quello che uno ha fatto e quindi fanno sempre piacere, molto piacere».

La sua, del resto, è stata una carriera formidabile.
«Beh, sì, posso dire di aver fatto tutto. Pensi che proprio oggi ho terminato di registrare un audiolibro. Penso però che gli attori oggi siano chiamati a lavorare in campi diversi facendo esperienze che si arricchiscono a vicenda. Ma in fondo è sempre stato così, Gassman e tutti gli altri di quella generazione facevano sia cinema sia teatro. Poi bisogna trovare quel ruolo che ti rende popolare, per esempio nel mio caso il ruolo di Tano Cariddi che ho avuto ne La piovra, lavoro dopo il quale sono diventato un nome».

Le è piaciuto interpretare un cattivo?
«Sì, lei deve pensare che spesso i cattivi sono più interessanti. Quel cattivo della Piovra era molto interessante, era un personaggio tragico. Io avevo fatto in teatro il Raskolnikov di Delitto e castigo, uno che uccide per dimostrare di essere sopra la morale comune. Qualcosa di quel personaggio era rimasto. Anche Hitchcock diceva che in una storia ci vuole un cattivo forte, non tanto un eroe buono».

Qualcuno ha sostenuto spesso che serie come «La Piovra» getterebbero discredito sul nostro Paese.
«Ma queste sono sciocchezze. Bisogna stare attenti al contesto in cui si fanno queste cose. La Piovra è stata una trasmissione meritoria della Rai, non glorificava di certo i mafiosi anzi li condannava. Sono i delitti di mafia di Falcone e Borsellino che ci rappresentano male all'estero non <+corsivo>La Piovra televisiva. Credo che sia stata una fiction morale».

Leggi di più su L'Eco di sabato 23 luglio

m.sanfilippo

© riproduzione riservata

Tags