Lunedì 26 Settembre 2011

Un minuto con Dante Alighieri
Pinse l'uscio a la porta sacrata

L'AVVERTIMENTO A NON GUARDARSI INDIETRO

9.130 Poi pinse l'uscio a la porta sacrata,
9.131 dicendo: «Intrate; ma facciovi accorti
9.132 che di fuor torna chi 'n dietro si guata».


Dopo la spiegazione sulla natura e i poteri delle due chiavi ricevute da San Pietro, l'angelo portiere sospinge l'uscio della sacra porta e rivolge ai pellegrini un avvertimento: “Chi, una volta entrato, si volgerà indietro sarà cacciato fuori!”.

Questa sorta di tabù è presente in altre culture e civiltà: ad es. nell'Antico Testamento troviamo un analogo avvertimento rivolto a Lot e ai suoi familiari mentre fuggono da Sodoma; la moglie di Lot disubbidisce al comando e viene trasformata all'istante in una statua di sale (cfr. Genesi 19, 17).

Anche nel mito pagano troviamo qualcosa del genere nella vicenda di Orfeo, il cantore-poeta capace di ammansire le fiere e di commuovere addirittura gli dei dell'Ade: ottiene infatti da costoro di riportare in vita la moglie Euridice, a condizione che egli non si giri a guardarla mentre escono dal regno dei morti. La disubbidienza di Orfeo lo condannerà a perdere per sempre la donna amata e a finire i suoi giorni nella più nera disperazione.

Anche in questo episodio Dante attinge alle sue due principali fonti, la storia sacra e la cultura classica pagana, con il risultato di conferire al testo autorevolezza e prescrittività collocandolo in continuità con illustri precedenti.

Dante ha forse presente anche un passo dei Vangeli dove Gesù ammonisce a non voltarsi indietro mentre ci si accinge ad arare il campo: chi decide di seguire il maestro e di accogliere il suo messaggio di salvezza deve lasciarsi alla spalle il passato, solo così sarà degno di entrare nel “Regno dei cieli” (cfr. Luca 9, 62; 17, 31-32).

Enzo Noris

a.ceresoli

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