Giovedì 15 Dicembre 2011

Le amare menzogne di De Filippo
sono convincenti al Donizetti

Il culmine del comico, il momento in cui esso incide la pelle delle cose e si fa strada nella carne viva, è il rovesciamento. Di tutto: ruoli, rapporti di forza, valori conclamati. È il momento in cui una possibile altra verità si fa avanti, e con essa l'utopia di un mondo diverso.

Come ne Le bugie con le gambe lunghe di Eduardo De Filippo che, con la nuova edizione firmata (e interpretata) dal figlio Luca, ha aperto martedì la stagione di prosa di un Teatro Donizetti quasi pieno, fra risate e applausi: questa commedia un po' meccanica si riscatta proprio per questo, per il ribaltamento finale, e per il suo significato.

Le bugie con le gambe lunghe non è l'opera migliore di Eduardo. Ma spesso sono le opere minori a rivelare gli umori di un autore. E questa commedia è importante proprio per questo: c'è un'indignazione civile, persino una rabbia feroce che la percorre tutta, sotto la superficie.

Si spiega così la scelta della regia di Luca De Filippo, che vira spesso la commedia in una chiave caricaturale, a tratti addirittura grottesca. La menzogna - quella che per convenienza o ignoranza corre per il mondo - è la pietra angolare su cui si regge l'edificio sociale.

Eduardo insegna che la nostra società (proprio la nostra, descritta in modo concreto) si regge sull'ipocrita impalcatura delle bugie che fanno comodo ai forti. Da sempre. In scena fino a domenica. Info: www.teatrodonizetti.it, tel. 035.4160678.

m.sanfilippo

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