Martedì 10 Gennaio 2012

Noesis, il filososo Petrosino
questa sera al «Mascheroni»

Appuntamento con il filosofo Silvano Petrosino, martedì sera, 10 gennaio, all'Auditorium del liceo scientifico «Mascheroni», per il ciclo di lezioni del corso di Filosofia promosso da Noesis sul tema «L'uomo e il tempo».

Silvano Petrosino è nato a Milano. Studioso di filosofia contemporanea, si è occupato soprattutto del pensiero francese del dopoguerra soffermandosi in particolare sul pensiero di E. Lévinas e J. Derrida. Internazionalmente noto per i suoi studi sull'opera dei due filosofi francesi, ha tradotto in italiano diversi loro testi, dedicando ai due pensatori due monografie, successivamente tradotte anche in francese. Oggetto dei suoi studi sono i legami tra la struttura della razionalità e la dimensione morale dell'agire umano, l'indagine relativa alla struttura dell'esperienza con particolare attenzione al rapporto tra la parola e l'immagine, il tema del luogo e dell'abitare. E' titolare della cattedra di Teoria della comunicazione presso l'Università Cattolica di Milano. Insegna inoltre Filosofia morale presso l'Università Cattolica di Piacenza, Semiotica del testo giornalistico nell'Alta Scuola in Comunicazioni Sociali con sede presso l'Università Cattolica di Milano e Teoria dell'Informazione e della Comunicazione nel Master in Comunicazione Scientifica presso la Facoltà di Farmacia dell'Università Statale di Milano. Tra i suoi ultimi si segnalano: Lo stupore (Novara 1997, Madrid 2001), Jacques Derrida e la legge del possibile. Un'introduzione (2a ed. Milano 1997, Paris 1994), Il sacrificio sospeso. Lettera ad un amico (Milano 2000, Paris 2008), Il dono. Un'interpretazione filosofica (in collaborazione con P. Gilbert, Genova 2001, Bruxelles 2007, Belo Horizonte 2008), Babele. Architettura, filosofia e linguaggio di un delirio (Genova 2003, Paris 2010), Piccola metafisica della luce (Milano 2004); Capovolgimenti. La casa non è una tana, l'economia non è il business (Milano 2007); J L'esperienza della parola. Testo, moralità e scrittura (2a ed. Milano 2008), Jacques Derrida. Per un avvenire al di là del futuro (Roma 2009); La scena umana (Milano 2010); L'eros della distruzione. Seminario sul male (in collaborazione con S. Ubbiali, Genova 2010.

«A una fonte - si legge nella presentazione del ciclo di conferenze per il 2011/2012 - ci si inginocchia, ci si china, si beve dalla sorgente che sgorga pura, fresca, ma anche ci si specchia. La fonte è metafora del sapere e la filosofia specchio della vita degli uomini. C'è una tradizione filosofica attraverso cui si può decifrare i tratti della nostra identità sociale e personale, come oggi ci sono orientamenti di pensiero forse disordinati che tentano di dar voce al nostro presente. C'è una via che passa nel cielo della teoria e una che s'incarna nel sentire e agire all'interno dell'uomo: la parola prodotta è in un punto del tempo. Sulla via filosofica ci vogliamo riconoscere come soggetti di vita e non semplici oggetti di passione, come vogliamo reperire pure un orizzonte di senso, senza di cui l'uomo non può vivere. "Se è vero che la felicità non ignora la passione è altrettanto vero che non si accontenta di una gioia passiva, perché la felicità vuole creare" come dice un filosofo contemporaneo. Su questo tracciato NOESIS conta la sua XVIII pietra miliare, uno spazio che ognuno ha l'ambizione di esplorare. Nella scansione tematica l'indagine filosofica di quest'anno punta sull'uomo con le sue Ragioni e Passioni, intrecciate nel Gioco della vita, ma così fanno anche altre discipline: dalla psicologia all'antropologia, alle neuroscienze, alle arti, finanche la letteratura e la poesia, ognuna con i propri metodi e propri linguaggi. Interessante sarebbe il confronto con ciascuna di esse. Ci proviamo quest'anno con un incontro di psicosomatica e uno sul ruolo dell'artista, ma anche diffondendo e studiando la disciplina filosofica guidati da films: due opere d'arte cinematografica commentate da esperti onde far dialogare linguaggi ricchi di intrecci e legami. Lavoriamo per il bene prezioso della cultura con quel sentimento del tempo che ci permette di legare le generazioni passate alle future, senza misurare il presente col metro corto di un giorno dopo giorno».

Prossimo appuntamento il 17 gennaio, sempre alle 20 all'Auditorium  del «Mascheroni», con Marco Albertario, dell'Accademia di Belle Arti Tadini di Lovere.

a.ceresoli

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