Giovedì 03 Maggio 2012

Bergamasco, italiano e latino
Il vocabolario di Angelini è realtà

Prima il termine il dialetto bergamasco, poi il corrispondente in italiano tolto dal Vocabolario della Crusca, infine quello in latino. Il tutto per ben 1.774 pagine d'una scrittura minuta e fitta fitta. Per l'abate Giovanni Battista Angelini, letterato del Settecento, il Vocabolario Bergamasco-Italiano-Latino fu una fatica enorme, che forse gli costò anche parte della vista.

Giornate, settimane, mesi, anni per portare a termine un'opera dalla quale sperava di ricavare un pur modesto compenso che gli consentisse di guardare con un po' di serenità alla vecchiaia. Invece niente. Il manoscritto, come altre sue opere, non fu mai pubblicato.

La stampa è arrivata solo oggi, con quasi due secoli e mezzo di ritardo, grazie al Centro Studi Valle Imagna. Ma non è stata un'operazione facile. Ben dodici anni sono passati dal giorno in cui, di fronte all'importanza del manoscritto, il Centro Studi decise di darlo alle stampe.

Di questi dodici anni, una decina sono stati necessari per trascrivere l'antico testo, che ha richiesto occhi molto acuti, una gran pazienza e anche una grande capacità di interpretare la scrittura dell'abate in pagine che presentano quasi ovunque aggiunte e correzioni.

Adesso il sogno dell'Angelini si è concretizzato in tre grossi volumi stampati su carta scelta con cura particolare, quasi usomano, con una rilegatura elegante come si conviene a un'opera non comune, il tutto dentro un bel cofanetto.

Li troveremo tra non molto nelle biblioteche pubbliche di Bergamo e provincia e anche in quelle di studiosi e di appassionati di storia e di cultura locale, dove occuperanno un posto di tutto riguardo. Un'operazione culturale da considerare tra le più importanti per quanto riguarda la conoscenza e lo studio del nostro dialetto.

m.sanfilippo

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