Martedì 02 Ottobre 2012

Via Crucis itinerante di 15 tappe
«Via Vitæ» arriva a Sotto il Monte

Dopo Romano, Bergamo, Clusone e Schilpario, la Via Crucis di Angelo Celsi conclude il suo viaggio a Sotto il Monte presso la sala consiliare. «Via Vitæ» è un'imponente Via Crucis itinerante, realizzata dalla Fondazione Credito Bergamasco.

Oltre alle canoniche quattordici stazioni, Celsi ha dipinto la quindicesima. Secondo la tradizione cristiana il fedele rivive i momenti salienti della passione di Cristo seguendo lo svolgimento narrativo della Via Crucis; il ciclo non si completa con la sepoltura di Cristo ma con la Resurrezione: da qui il nome dell'esposizione «Via Vitæ».

Quinta tappa della mostra si terrà quindi a Sotto il Monte Giovanni XXIII presso la Sala consiliare dal 6 al 21 ottobre: «Siamo veramente felici – evidenzia Angelo Piazzoli, segretario generale del Credito Bergamasco e della sua Fondazione – che Via Vitæ approdi a Sotto il Monte nell'occasione delle celebrazioni per le ricorrenze inerenti il Concilio Vaticano II, completando l'importante offerta di eventi, iniziative, celebrazioni che la Diocesi di Bergamo, la locale parrocchia e il Comune hanno programmato per l'occasione».

«Nell'imminenza dell'occasione, è stato per me sorprendente – specifica il segretario generale – ricevere un biglietto autografo dell'arcivescovo mons. Capovilla, per lungo tempo segretario particolare di Giovanni XXIII, che ha definito la nostra “dono di cultura, di elevazione mistica, di godimento spirituale”, specificando con grande acutezza che in questo clima che taluno definisce "rabbuiato, scontroso, pesante", Via Vitae è appropriato commento a “Tantum aurora est”. Il richiamo alla speranza (l'aurora) è la diretta citazione, quanto mai attuale, di suggestive parole del Papa in occasione dell'apertura del Concilio Vaticano II (Giovanni XXIII, Gaudet Mater Ecclesia, 11.X.1962): "è solo l'aurora, e già i primi raggi del sole nascente come soavemente carezzano l'animo nostro”».

«Via Vitae chiude pertanto il suo itinerario – conclude Piazzoli – con grandi attestazioni di stima e con un grande seguito popolare, in vista della sua collocazione definitiva in una Chiesa, che la Fondazione definirà a breve d'intesa con la Diocesi di Bergamo e con la parrocchia che accetterà il dono della Fondazione dandole il risalto pubblico che l'opera merita».

fa.tinaglia

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