Mercoledì 14 Agosto 2013

Vecchie cartoline ispirano
la Pop Art di Manuel Bonfanti

Prima dello smartphone, prima delle tonnellate di immagini scattate in digitale e poi caricate su Facebook, un bel po' prima di tutto questo c'erano solo le cartoline, quei quadretti di cartoncino dieci per diciotto centimetri circa che dagli espositori di negozi di souvenir o tabaccherie offrivano scorci «memorabili» dei luoghi visitati, da recapitare a mezzo posta ad amici e parenti rimasti a casa.

Istantanee pop di paesaggi più o meno noti, come quelli di Praga che Manuel Bonfanti ha riletto in una serie di tele ispirate proprio ai panorami da cartolina, rappresentazioni di luoghi che prendevano forma attraverso una sua parte, quella più nota e famosa, da cui l'artista però ha prosciugato ogni colore, lasciando l'immagine in semplice bianco e nero. Parte da qui il percorso dell'artista bergamasco protagonista della personale «Il paesaggio oltre la crisi», promossa dall'Italian Business Center di Praga, patrocinata dall'Ambasciata d'Italia, dalla onlus Assis e dall'Istituto Italiano di Cultura, dove si potrà visitare fino al 31 agosto.

Oltre cinquanta le opere esposte, molte delle quali realizzate proprio nella capitale ceca da Bonfanti, che nei tre mesi precedenti alla mostra ha «lavorato sul paesaggio immergendosi in esso, in questa città dove l'espressionismo europeo e il liberty incontrano il gotico della Cattedrale di San Vito o del monastero di Kutna Hora, appena fuori Praga». Accanto alle tele in bianco e nero sul paesaggio, Bonfanti espone anche opere dai colori sgargianti come l'installazione composta da pannelli quadrati che rimandano alle relazioni economiche tra i due paesi, oltre la crisi, considerata dall'artista sia come condizione materiale di recessione, sia come momento di messa in discussione del proprio fare.

Questi due filoni di ricerca si fondono in un unico percorso, che affonda le radici in una mostra precedente dell'artista: «Quando ho esposto al National Cultural Center di Kazan in Russia – spiega Bonfanti – ho notato come il paesaggio urbano era stato profondamente modificato dai loghi delle aziende, dalle insegne pubblicitarie. Ero stato nelle stesse zone vent'anni prima e non c'era nulla di simile, così in questo nuovo lavoro ho cercato di trasferire questo senso di straniamento visivo legato al mutamento di scenario operato dalle attività economiche in est Europa. In questo senso, nonostante tutte le difficoltà, Praga è una fucina di creatività, sotto il profilo artistico mi è parsa anche più vitale di Milano».

A completare la mostra dell'artista bergamasco – nata nel contatto quotidiano con Praga, i suoi luoghi, il suo turismo – anche un catalogo firmato dal critico d'arte Ivan Quaroni, che offre un'ulteriore chiave di lettura delle opere in mostra: «Questi sono dipinti pop perché, anche se non ricalcano lo stile algido della Pop Art, possiedono un'efficacia comunicativa che permette a tutti, persino al pubblico di non addetti ai lavori, di entrare in sintonia con il messaggio dell'artista».

fa.tinaglia

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