Lunedì 02 Settembre 2013

Celebrare l'8 settembre
Gli appuntamenti con l'Isrec Bg

Da alcuni anni l'Istituto bergamasco per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea lancia alla collettività della città e della provincia la sollecitazione a ricordare l'8 settembre 1943 e a cogliere come proprio dagli eventi accaduti in quel giorno sia scaturito quello scatto di intelligenza e fantasia che ha permesso agli uomini e alle donne della Resistenza di immaginare, per l'Italia, un futuro fuori dal fascismo e dalla crisi in cui il regime l'aveva trascinata.

Tanto più quest'anno, in occasione del settantesimo dell'8 settembre, l'Istituto vuole continuare ad onorare questo impegno promuovendo, insieme ad altre associazioni del territorio, due importanti iniziative che aprono un triennio, 2013-2015, dedicato alla memoria, alla storia e alla riflessione sulla guerra civile e sulla Resistenza, che culminerà nel Settantesimo anniversario della Liberazione.

La prima iniziativa, curata dall'associazione culturale Plus di Caravaggio e dall'Isrec di Bergamo, è un convegno che si terrà la mattina di sabato 7 settembre, a partire dalle 9.30, presso l'auditorium del Centro Culturale «S. Bernardino» di Caravaggio: l'appuntamento è dedicato alla memoria di quattro partigiani, uccisi nel marzo 1945 a Capralba. Si tratta di Carlo Baruffi, Annunzio Grassi, Francesco Pala e Giovanni Perego, tutti fra i venti e i ventiquattro anni. L'episodio è rimasto poco noto nei quasi settant'anni che ci separano dai fatti e anche le cronache della Resistenza in provincia gli hanno dedicato poche righe. Nella notte del 13 marzo, mentre da Caravaggio si recavano alle cascine di Capralba per requisire cibo e denaro da inviare ai gruppi che operavano sulle montagne, venivano sorpresi da una pattuglia di fascisti della repubblica di Salò. Nello scontro Baruffi viene ucciso sul colpo e Perego ferito gravemente; gli altri due, portati a Crema il giorno dopo, subiscono torture e interrogatori. Il colonnello Tambini ne disporrà quindi la fucilazione a Capralba, per una sorta di contrappasso e di monito alla popolazione di tutto il territorio.

L'emozione a Caravaggio fu così viva che il podestà Tobia Ceserani chiese al prefetto di impedire i funerali per evitare disordini. Le salme furono sepolte a Capralba, e poi subito dissepolte e portate in un cimitero di Crema. Le esequie solenni furono tenute a Caravaggio dopo la liberazione, il 10 maggio, con grandissima partecipazione dei cittadini.

Il convegno, dal titolo «Prima dell'alba. La repressione dell'ultimo fascismo nelle campagne di Caravaggio», ha il patrocinio dei comuni di Capralba e di Caravaggio e l'adesione di vari enti, tra cui Anpi, Cgil, Cisl, Uil, Arci, Associazione Combattenti e Reduci e Circolo dei Lavoratori di Caravaggio.

L'obiettivo dell'iniziativa è rinnovare la memoria di questi fatti con un racconto per immagini e musiche e con tre interventi. Lo spettacolo «Un racconto tra musica e immagini», a cura del Teatro Caverna, precederà i lavori del convegno costituiti da tre relazioni: la prima, tenuta da Elisabetta Ruffini, direttore dell'Isrec Bg, toccherà il tema della violenza repubblichina; la seconda di Francesco Tadini, Associazione Plus, affronterà i motivi del lungo silenzio su questo episodio della Resistenza; la terza di Lorenzo Migliorati, Università degli studi di Verona, analizzerà i modi con cui, recentemente, si celebra il 25 aprile in alcuni Comuni.

Seguirà un omaggio alla lapide, posta a Capralba, dedicata ai quattro partigiani, con un intervento di Angelo Bendotti, presidente dell'Isrec Bg. È un doveroso omaggio ai quattro giovani partigiani, che desideravano un mondo migliore e che sono stati uccisi poco prima della fine della guerra e dell'aprirsi delle speranze per quel mondo.

La seconda iniziativa, curata dall'Isrec Bg con l'Associazione Generale di Mutuo Soccorso di Bergamo, prevede l'allestimento di una mostra L'altra Resistenza: «Tutta ‘sta gente, giù lì, desolata...». A settant'anni dall'8 settembre 1943 un ricordo degli Internati Militari Italiani. Attraverso il materiale conservato nell'archivio e nella fonoteca dell'Istituto verranno ricostruiti i contorni di una storia che ha coinvolto molti, ma che fatica ancora a trovare un posto nella memoria degli italiani. Eppure la dichiarazione dell'armistizio l'8 settembre 1943 e il caos che ne seguì si impresse con una particolare nitidezza nella memoria dei soldati italiani, la cui sorte coincise con lo sfacelo di un esercito lasciato senza ordini. Per centinaia di migliaia di soldati cominciò allora il lungo viaggio nell'universo concentrazionario nazista: caricati sui treni, deportati in Germania, dove per loro i nazisti coniaro la categoria di Internati Militari Italiani (IMI), i soldati italiani vissero una lunghissima prigionia. La loro condizione, tra quella del prigioniero di guerra e quella del deportato politico, diede luogo a una molteplicità di esperienze di prigionia diverse, ma tutte caratterizzate dal rifiuto di tornare a combattere per l'Italia di Salò e la Germania nazista. I soldati deportati in Germania furono circa 650.000, tra l'80 e il 90% dissero «no» alla guerra nazifascista e lo dissero ciascuno per motivi diversi (la fedeltà al giuramento fatto al Re, la stanchezza di combattere, la consapevolezza della falsità della propaganda fascista, l'opposizione politica, etc.). In ogni caso il loro «no» fu uno dei primi atti di Resistenza. Nel dopoguerra, come per tutti i reduci dai campi nazifascisti il ritorno per gli Imi non fu facile; la loro storia troppo complicata e lontana dagli schemi di una storia di eroi passò nel silenzio. Ci vollero anni perché la storia degli Imi venisse posta al centro dell'attenzione storiografica e pubblica e si ponessero le basi per una memoria collettiva dell'internamento militare.

La mostra verrà inaugurata sabato 14 settembre alle 16 presso la sede dell'Associazione di Mutuo Soccorso in via Zambonate 33 a Bergamo e resterà aperta dal lunedì al sabato dalle 17 alle 19 fino al 28 settembre con la possibilità di aperture su prenotazione per scuole e gruppi. Durante l'allestimento è prevista, per gli insegnanti delle scuole medie e superiori, la presentazione di una lezione animata sugli internati militari che l'Isrec presenterà alle scuole per l'anno 2013-2014: uno storico e un attore ricostruiranno i contorni della storia dell'internamento militare in modo che alla voce della storia si accompagni la densità dell'esperienza vissuta, grazie alla lettura delle testimonianze degli internati bergamaschi. La dimensione storiografica viene così rafforzata da quella emozionale al fne di contribuire alla costruzione di una memoria condivisa tra generazioni.

fa.tinaglia

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