Lunedì 30 Settembre 2013

Scienza a portata di mano
Caffi, riapre la storica biblioteca

«Vittorio Emanuele II Primo Re d'Italia è morto», recita l'ultimo volume nell'angolino dell'ultimo scaffale lassù in cima alla vecchia libreria. Libreria con migliaia di volumi ordinati in un'infinità di scaffali che si trovano in piazza Cittadella e appartengono al Caffi, Museo civico di Scienze Naturali.

Un tesoro fino a ieri nascosto, che torna ad essere patrimonio pubblico: da martedì 1° ottobre in poi, una volta a settimana, la biblioteca del museo è aperta a tutti, mettendo a disposizione i suoi dodicimila libri e le sue decine di migliaia di riviste. Non una novità, visto che dagli anni '80 e fino al 2007 la biblioteca era già stata aperta, per poi essere obbligata a piazzare una saracinesca per motivi logistici: ma ora, proprio nel momento di maggior difficoltà del settore museale, il Caffi è riuscito nell'impresa di cancellare il buco e una volta a settimana, ogni martedì (dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17) si potrà accedere alla sala per la consultazione e usufruire del servizio di prestito con i parametri di iscrizione al Sistema Bibliotecario Urbano.

Trecento anni e oltre di trattati, saggi, opere ed enciclopedie, divisi tra i due saloni di biblioteca e emeroteca. I libri partono dal 1708 e dal «Regnum Vegetabile» di Emanuel Konig e arrivano fino ai giorni nostri. Ci sono rarità assolute come la prima traduzione italiana di «Viaggio di un naturalista intorno al mondo», di Carlo Darwin (con tanto di nome tradotto in italiano, come volevano le abitudini dell'epoca), e le primissime edizioni delle opere del Conte di Buffon, di Linneo o di Cuvier, alcune delle quali in lingua originale, roba di tre secoli fa, con giusto una manciata di copie sparse qua e là nel mondo.

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 30 settembre

fa.tinaglia

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