Martedì 10 Febbraio 2009

Dalmine, tre serate
di musica popolare

Suoni d'Ungheria, d'italia, di Francia e di Argentina a Folk Meeting 2009, la rassegna di musica popolare organizzata al Teatro Civico di Dalmine (in via Kennedy) dalla locale Amministrazione comunale, con la direzione artistica di Alberto Nacci e la produzione esecutiva di Frame Events. Tre serate, tutte di venerdì, fra il 13 febbraio e il 27 marzo. Si comincia sempre alle 21, ingresso 10 euro per ogni spettacolo.
Il 13 febbraio aprono la manifestazione gli ungheresi Kalman Balogh & Gipsy Cimbalom Band, per una serata all'insegna della «magia della musica tzigana».
Il 27 febbraio sale sul palco del Civico la Piccola Orchestra Zaclén, una band romagnola che va alle origini della musica tradizionale del proprio territorio tra valzer, polche, mazurche, manfrine e galop, dal reprtorio di Carlo Brighi detto Zaclén.
Il 27 marzo chiusura con il Trio Contempo, costituitosi (Argentina-Francia-Italia), ai confini del tango argentino.   


Conosciamoli meglio

Kalman Balogh è nato nel 1959 a Miskolc, in Ungheria, città del nord-est poco lontana dalla frontiera con la Russia. Proviene da una famosa famiglia di gitani. Ha iniziato a suonare il cimbalom, tipico strumento della tradizione gitana, all’età di 11 anni, stimolato in ciò dallo zio, Elemér Balogh, che fu un grande virtuoso di questo strumento in Ungheria all’epoca. Egli diede le prime lezioni a Kalman, che poi frequentò studi classici a Budapest, sotto la direzione di Beatrix Szollosy e Ferenc Gerencsèr. Kalman si è laureato nel 1980 alla facoltà della stessa Budapest Academy of Music, specializzandosi nel cimbalon, strumento per il quale oggi è considerato il più grande virtuoso. Suona prevalentemente musica tradizionale, ma è in grado di esibirsi in qualsiasi contesto. Anche band straniere si sono avvalse della sua maestria, come il gruppo svedese Orient Express. Nel 1985 ha vinto il premio The Master of the Popular Arts, uno dei massimi riconoscimenti nel suo Paese e nel 1987 gli è stato assegnato un secondo importante premio nel Racz Aladar cimbalon competition. Negli ultimi anni Kalman ha suonato con la Budapest Ragtime Orchestra, Szakcsi Lakatos Béla Jazz-Band, l’orchestra sinfonica Festival Orchestra e la 100 Member Gypsy Orchestra di Budapest. Ultimamente ha anche dato vita alla sua band, Kalman Balogh & Gypsy Cimbalom Band, che include straordinari virtuosi con i quali può affrontare qualsiasi repertorio e, in coppia con Kuti Sandor, esibirsi in uno straordinario duetto di cimbalon. Kuti Sandor compare anche nell’ultimo cd di Fabrizio De André, «Anime Salve». Il repertorio della band spazia da esecuzioni di compositori classici a tipici brani gitani di tutta l’area balcanica e di Russia.
Formazione: Kalman Balogh (cimbalon e voce), Peter Bede (sassofono), Gyorgy Mihaly (chitarra), Shaba Novak (contrabbasso), Ferenc Latò (violino).

La Piccola Orchestra Zaclén nasce dalla volontà di fare rivivere le musiche di Carlo Brighi, progetto che sta presentando nelle città italiane da un paio d'anni. Formata da musicisti provenienti da esperienze musicali eterogenee (classica, etnica, jazz,...) e accomunati dall’ amore per la musica popolare della Romagna, la Piccola Orchestra ha compiuto un’approfondita ricerca sulle partiture manoscritte di Zaclèn conservate nel fondo Piancastelli della biblioteca Saffi di Forlì e ne ha registrato le musiche con l’organico originale delle sue ultime formazioni: due violini, clarino in do, chitarra e contrabbasso.
Formazione: Simone Castiglia (violino), il figlio Davide Castiglia (violino), Massimiliano Rossi (clarino in do), Federico Martoro (chitarra) Roberto Bartoli (contrabbasso).

Il Trio Contempo, formazione internazionale costituitasi a Parigi, tutta al femminile, proviene dall’universo classico e contemporaneo, propone un omaggio sensibile e appassionato al tango argentino sulle orme di Astor Piazzolla. La composizione classica dell'ensemble e il suo approccio contemporaneo di convivenza fra colto e popolare costituiscono l’originalità del gruppo. Fra eredità e creazione. In questo terreno la tradizione e la modernità sono ancora una volta protagoniste: il bandonéon e la chitarra come indiscutibile emblema culturale, il violoncello come simbolo della nuova generazione del tango. Nell’idea del Trio c’è la volontà di andare oltre. Ne è testimone la collaborazione al fianco di compositori contemporanei quali: Atanas Ourkouzounov, Leonardo Sanchez, Rossano Pinelli, Simone Iannarelli, Gilbert Clamens, Jurgen Schwenkglenks, per ampliare i confini del tango argentino. Formatosi dalla fusione delle culture argentina, francese e italiana, il Trio ha registrato tre album: «Voyage à Sorrento» (1999), omaggio ad Astor Piazzolla, «Live au Folkclub» (prodotto nel 2001 dall’etichetta torinese Ethnosuoni) e «Angeles y Demonios» (2007). Il Trio ha partecipato a numerose esibizioni in diretta per Radio France e per la Rai.
Formazione:
Marisa Marcadè (argentina, al bandoneon), Isabelle Sajot (francese, al violoncello), Roberta Roman (italiana di Milano, alla chitarra).

a.benigni

© riproduzione riservata