Martedì 24 Febbraio 2009

Donizetti, ancora prosa
tra Villaggio e i Licedei

Continuano gli appuntamenti al teatro Donizetti. Da martedì 10 a sabato 14 marzo alle 20.30 e domenica 15 marzo alle 15.30 è in programma «I due gemelli veneziani»di Carlo Goldoni regia di Antonio Calenda con Massimo Dapporto. Lo spettacolo offre al protagonista un banco di prova eccezionale, pari a pochi altri nella storia del teatro. Nell’opera, infatti, il sapiente studio dei caratteri, il mondo complesso di sentimenti, inquietudini, emozioni e umanissime rivalità non va mai disgiunto dal virtuosismo comico, dal grande gioco del teatro (fatto di equivoci, frenesie, mascheramenti, malintesi) che l’autore veneziano usava con estrema destrezza.

A seguire, da martedì 17 a sabato 21 marzo alle 20.30 e domenica 22 marzo alle 15.30, Sillabari» di Goffredo Parise. Si tratta di una serie di brevi racconti, veri gioielli narrativi, incentrati sui sentimenti (da Amore a Solitudine). Scritti alla metà del secolo scorso, ci sorprendono oggi per la loro freschezza, per l’immediatezza quasi infantile del racconto, per la magia umile e alta dei personaggi. Lo spettacolo, diretto e interpretato da Paolo Poli, certo non nuovo a queste imprese che uniscono fine letteratura, ironico divertimento e gusto del paradosso, disegna, sullo sfondo di immagini di Lele Luzzati, figure e figurine dei vari racconti articolati fra gli anni Quaranta e Sessanta, cui fanno eco canzonette leggere assai pertinenti alla realtà storica.

Da martedì 31 marzo a sabato 4 aprile alle 20.30 e domenica 5 aprile alle 15.30, è la volta di «Copenaghen» di Michael Frayn. La vicenda, ambientata nel settembre del 1941, ricostruisce l’incontro tra Werner Heisenberg, inventore del principio di indeterminazione, e Niels Bohr, suo maestro, fondatore negli anni Dieci della fisica atomica. Bohr e Heisenberg, due ex compagni di ricerche costretti dalla guerra a guardarsi con sospetto, si trovano, alla vigilia del primo devastante uso della bomba atomica, imprigionati in un labirinto di domande che stentano a trovare risposta, sommerse come da ambiguità e dubbi estenuanti sul rapporto tra potere, scienza e morale.

Ricco anche il calendario di «Altri percorsi». Mercoledì 25 marzo alle 20.30 è in programma «Happy family», uno spettacolo di Alessandro Genovesi. Il testo, vincitore del Premio speciale Riccione per il Teatro nel 2005, è «una confessione camuffata, un diario mascherato, una commedia che parla della paura di diventare grandi, di cambiare la nostra vita per qualcos’altro che non conosciamo». Due famiglie incrociano i loro destini a causa dei propri figli quindicenni, caparbiamente decisi a sposarsi. Un banale incidente stradale catapulta il protagonista-narratore, Ezio, al centro di questo microcosmo, nel quale i genitori possono essere saggi, ma anche più sballati dei figli, le madri nevrotiche e coraggiose, le nonne inevitabilmente svampite, le figlie bellissime e i cani cocciuti e innamorati.

Due poi gli eventi speciali. Sabato 7 marzo alle 20.30 e domenica 8 marzo alle 15.30 è la volta de «La famiglia», ritratto acido di una famiglia folle. Sul palcoscenico sei artisti del leggendario gruppo di San Pietroburgo, I Licedei (I guitti), primo teatro russo di clown e mimi fondato da Slava Polunin nel 1968. Sono ballerini, acrobati, musicisti e giocolieri i quali, con il solo linguaggio del corpo, ci mostrano guai e peripezie della vita quotidiana di una famiglia russa nel tentativo di venire a capo delle rispettive, assurde esistenze. Un padre alcolizzato che minaccia di andarsene, una madre incinta che minaccia di partorire e un esercito di marmocchi folli ed estrosi che minacciano di trucidare padre e madre pur di sopravvivere. Questi saltimbanchi, umoristici, corrosivi, folli e profondamente poetici, rendono il più bell’omaggio possibile alla figura del Clown, al tempo stesso tradizionale e contemporaneo, lievemente connotato da una deliziosa sensibilità russa e da un’irresistibile verve buffonesca.

Infine domenica 29 marzo alle 15.30 Paolo Villaggio presenta «Vita, mote e miracoli». I ricordi riaffiorano leggeri, come condotti per mano sul filo della tenerezza o su quello, più graffiante, dell’ironia. Attraverso le tappe più curiose o divertenti di una vita, si delinea anche uno spaccato della Genova degli anni Trenta e Quaranta e con essa torna il sapore dolce-amaro di quei lontani giorni di scuola, quello delle prime disavventure amorose e quello, decisamente più gradevole, del tempo trascorso con gli amici Gassman, Tognazzi, De Andrè, Ferreri. Un palcoscenico spoglio, dalle quinte oscurate, è tutto quanto occorre all’attore/scrittore per incantare il pubblico tra divertimento e un pizzico di malinconia.

Per informazioni sui biglietti 035/4160601-602-602. Per ulteriori 
nformazioni sugli spettacoli 035/4160678

fa.tinaglia

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