Mercoledì 25 Febbraio 2009

Santori: «Sanremo, gioia e fatica
Sono dimagrito cinque chili»

Gli stacchi e i primi piani a Sanremo, la considerazione di Paolo Bonolis, i complimenti di Burt Bacharach, di Roberto Vecchioni, di Massimo Ranieri e della PFM, gli occhi milioni di spettatori davanti alla tv: il musicista bergamasco Bruno Santori, direttore d'orchestra al Festival, sta vivendo un nuovo momento di grande popolarità.
In un'intervista su «L'Eco» in edicola giovedì 19 febbraio racconta i retroscena, le fatiche e le gioie vissute all'Ariston durante la settimana della rassegna canora. «Sono dimagrito cinque chili ma va bene così - confida -. Ho scritto e arrangiato tantissima musica, anche non eseguita, per ospiti che non sono venuti (come Ennio Morricone) o che sono venuti e hanno deciso di fare altro. la Marsigliese che abbiamo eseguito per Vincent Cassel l'abbiamo montata dieci minuti prima di andare in onda».
Grande sintonia con Bonolis: «Ha saputo utilizzarmi. L'idea delle aperture è sua ma credo di essere stato ingaggiato proprio perchè garantivo la giusta risposta a determinate esigenze». Sanremo ha dato al maestro bergamasco la vetrina per esporre un'idea che coltiva da tempo: mescolare le carte della musica colta con il pop. «Inseguo da anni il sogno di abbattere le barriere tra i generi».

a.benigni

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