Lunedì 09 Marzo 2009

Massimo Dapporto si sdoppia
con «I due gemelli veneziani»»

Il famoso attore Massimo Dapporto torna a Bergamo, e lo fa con Goldoni. Parliamo de «I due gemelli veneziani», in scena da martedì sera 10 marzo a domenica 15 al Teatro Donizetti, nell’ambito della stagione di prosa (inizio ore 20.30, domenica 15.30. Posto unico euro 28/12, ridotto euro 22/10. Info: www.teatrodonizetti.it, tel. 035-4160678 o 035-4160601/2/3).

Lo spettacolo ha la regia di Antonio Calenda e la coproduzione di Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e Noctivagus Produzioni Teatrali. I «due gemelli» sono Tonino e Zanetto, divisi in culla e diventati l'uno sofisticato e veneziano, l'altro ingenuo e bergamasco della Valle Brembana. Massimo Dapporto è il perno di questa commedia, nel doppio ruolo di Tonino e Zanetto. Intorno a lui ruotano Alessandra Raichi, Giovanna Centamore, Osvaldo Ruggieri, Francesco Gusmitta, Umberto Bortolani (Pancrazio), Marianna de Pinto, Carlo Ragone, Felice Casciano, Adriano Braidotti e Lamberto Consani. L'adattamento è di Nicola Fano. Le scene sono di Pier Paolo Bisleri. I costumi di Elena Mannini, le luci di Sergio Rossi, le musiche di Germano Mazzocchetti.

«Goldoni è pieno di sorprese - spiega Dapporto -. Ci sono battute che riescono ancora a stupirmi, dopo mesi che giro con questo spettacolo. E sto capendo e scoprendo altre battute solo adesso. A volte basta rallentare un poco per cogliere in Goldoni un filo sottile, una comicità nascosta che noi attori siamo i primi a non saper valorizzare, un’ironia che arricchisce un lavoro che pure è considerato minore. Ma questo è solo un aspetto: Goldoni trova uno spunto profondo anche quando manipola dei vecchi motivi di repertorio. La perfetta specularità tra Tonino e Zanetto, ad esempio, crea una vera complementarietà psicologica e morale. L’uno è rozzo e l’altro spigliato, l’uno campagnolo e l’altro cittadino, l’uno discende dalle maschere della commedia dell’arte e l’altro è già quasi un personaggio del teatro borghese. Due mondi e due teatri in uno solo, la faccia illuminata e quella nascosta di una stessa medaglia».

fa.tinaglia

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