Domenica 03 Aprile 2005

A Bergamo tre «astronavi» di Star Trek

Nessun eccesso all’americana, dove un uomo è in lista d’attesa per sottoporsi a un’operazione estetica per appuntire le orecchie, oppure dove una donna – giurata in un processo – va in tribunale con l’uniforme della Flotta Stellare.

Ma anche in provincia di Bergamo la Star Trek mania sta dilagando. Un esempio per tutti: sono tre, il 20 per cento delle 15 attive in tutta la Lombardia, le «astronavi» orobiche, cioè i gruppi organizzati di fan della ormai mitica serie imperniata sui viaggi dell’Enterprise nei cieli della galassia. Sono la U.S.S. Luxury («di stanza» a Bergamo), la U.S.S. Biocompost (Alzano Lombardo) e la U.S.S. Blue Noah (Lurano).

«È una bella precentuale – dice Gabriella Cordone dello Star Trek Italian Club (www.stic.it) –: in provincia di Bergamo contiamo anche oltre cento soci». Tutte le «astronavi» sono molto attive e i componenti si incontrano per parlare della loro passione: tutto rigorosamente Trek. Stic ha tesserato, in Italia, poco meno di ottomila soci e la rivista del Club ha uasi tremila abbonati: numeri che spiegano perché il sito è diventato punto di riferimento per le notizie ufficiali, sia italiane che estere.



«Posso anticipare – continua Cordone – che in uno dei prossimi numeri di Inside Star Trek Magazine daremo spazio a un’iniziativa molto particolare fatta per il Carnevale proprio in provincia di Bergamo».

Anche la Paramount, la casa cinematografica che da quasi 40 anni produce la serie, conferma una particolare attenzione del pubblico bergamasco per Star Trek: sono veramente molti i cofanetti, da sei a otto dvd ciascuno, venduti in breve tempo in terra orobica. Un numero destinato a salire perché entro un mese la Paramount completerà la pubblicazione dell’intera saga, con l’ultimo cofanetto dedicato alla serie Voyager (prodotta nel 1995-2001), la quarta dopo quella Classica (1966-69), dopo The Next Generation (1987-1994) e Deep Space Nine (1993-99). Il 16 marzo è stata commercializzata la sesta, mentre ad aprile uscirà la settima e ultima stagione.

Per la prima volta insomma, in Italia, si potrà avere su supporto digitale l’opera omnia di Star Trek: oltre 600 telefilm. Per vederli tutti di seguito bisognerebbe stare incollati davanti alla tv 24 ore su 24 per quasi 20 giorni: molti episodi nel nostro Paese non sono addirittura mai stati trasmessi, per esempio le ultime stagioni della serie DS9. E in dvd sono già disponibili anche i 10 film girati per il grande schermo – in fase di ripubblicazione con contenuti speciali (due dischi per cofanetto) – oltre alle chicche dei «trekkies»: si tratta di due documentari in altrettanti dvd (il secondo è uscito nelle scorse settimane) sugli appassionati e le loro iniziative, dall’America all’Europa, all’Italia.

Una manna per i «trekkies», che tra l’altro sono gli unici fan al mondo che vengono citati e chiamati per nome nell’Oxford English Dictionary. Per loro sarà anche un modo per dimenticare che United Paramount Network e Paramount Network Television hanno recentemente annunciato che quella attale, la quarta, sarà l’ultima stagione di Enterprise , l’ultima nata della famiglia di Star Trek (prodotta fra il 2001 e il 2005). Enterprise – prequel dell’originale serie Classica – è stata trasmessa negli Usa a partire dal settembre 2001. In Italia è arrivata, raccogliendo consensi, grazie a La7. Chiuderà alla fine dei suoi quattro anni di vita, raggiungendo comunque un totale di 98 episodi, per i quali ha già guadagnato quattro Emmy. Le riprese finiscono questo mese, il finale verrà trasmesso il 13 maggio 2005 negli Stati Uniti. In Italia l’arrivo in dvd è previsto a partire da maggio, con la prima stagione, e completamento entro l’autunno.

Se proprio vogliamo trovare un neo, Paramount potrebbe fare un ultimo sforzo per arrivare all’opera omnia veramente definitiva: manca infatti all’appello la rara – e divertente – Serie animata di Star Trek. Ventidue episodi prodotti nel 1973-74 per i quali – confermano dagli uffici della filiale italiana di Milano – non è in programma la ripubblicazione in dvd. Una piccola goccia che però riempirebbe fino all’orlo il vaso degli appassionati.

Il sogno del volo nello spazio – anzi nell’iperspazio, «per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima» – ha portato i creatori di Star Trek spesso a precorrere i tempi. Nella serie Classica (anno 1966) per esempio il capitano James Kirk e il suo equipaggio usavano comunicatori che stavano nel palmo di una mano, e si aprivano quando era necessario parlare con qualcuno. Rivisti nel 2005 questi comunicatori assomigliano tanto ai telefoni cellulari. I medici in servizio sulle astronavi utilizzano invece uno speciale «tricorder» che, puntato sul corpo umano, fornisce valutazioni sullo stato di salute: il «trimprob» è invece una macchina che ora esiste veramente, ed è una sonda che viene passata sul corpo alla ricerca di alterazioni nei tessuti. E sono solo due esempi.

Ma torniamo ai cellulari: la Flotta Stellare, dopo i primi modelli apribili, è passata a comunicatori da polso, e quindi ha incorporato le trasmittenti nel simbolo della Federazione presente sulle uniformi. Nella realtà, la nostra, i cellulari da polso stanno per arrivare, mentre si comincia a parlare con insistenza anche della tecnologia «wearable», ovvero che si può indossare, incorporata nei vestiti. Anche questo è il fascino, intramontabile, di Star Trek.

Il vademecum

Parola agli appassionati bergamaschi

(03/04/2005)Roberto Clemente

r.clemente

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