Anche Bergamo piange Pavarotti

Anche a Bergamo gli appassionati di musica piangono la morte di Luciano Pavarotti, deceduto questa mattina a Modena alle 5. La conferma ufficiale è arrivata con una email alle agenzie di stampa da parte del suo manager, Terri Robson. «Il Maestro ha combattuto a lungo una dura battaglia contro il cancro al pancreas che alla fine gli ha tolto la vita. Mantenendo l’approccio che ha caratterizzato tutta la sua vita e il suo lavoro, è rimasto positivo fino all’ultimo istante della sua malattia».

Pavarotti, 71 anni, era nato a Modena il 12 ottobre 1935. E’ stato il tenore più famoso degli ultimi trent’anni. Nel dicembre scorso avrebbe dovuto essere a Bergamo per ritirare il prestigioso Premio Donizetti. ma alla fine aveva dovuto rinunciare. In teatro era stata trasmessa la registrazione di una telefonata dello stesso Pavarotti.


La carriera di Big Luciano

Luciano Pavarotti nasce a Modena il 12 ottobre del 1935. Suo padre Fernando, fornaio nell’esercito, ricopre un ruolo di cantante amatoriale nella "Corale Gioachino Rossini". E il figlio Luciano non tarda a mostrare alla propria famiglia l’amore appena sbocciato per il canto, cominciando ad esibirsi in casa propria in imitazioni di grandi artisti. Nonostante ciò, il giovane Pavarotti decide di non intraprendere fin da subito una carriera musicale vera e propria, evitando così il conservatorio.

Per un lungo periodo invece dedicherà i suoi studi all’insegnamento, per diventare un maestro di educazione fisica e insegnerà alle elementari per due anni, dopo essersi iscritto nell’istituto magistrale di Modena. Pur proseguendo la sua carriera nell’insegnamento, non abbandona gli studi di canto: il tenore Arrigo Pola e il maestro Ettore Campogalliani, per sua stessa ammissione, resteranno per sempre i suoi unici e onorati maestri. Negli anni successivi, entrato a pieno regime nel mondo della lirica e sempre continuando i suoi studi canori, il giovane tenore ottiene un primo successo musicale in una delle sue esibizioni con il padre in Galles, nel corso del festival di Llangollen dove si aggiudica il primo premio. Nel corso del 1961 otterrà la sua consacrazione personale.

Il suo debutto ufficiale risale al 29 aprile di quell’anno, quando calcherà per la prima volta le scene del teatro dell’opera di Reggio Emilia, interpretando Rodolfo ne La Bohème di Puccini, diretta da Francesco Molinari Pradelli. Al 1961 risale anche il primo riconoscimento personale nel concorso internazionale Achille Peri e il matrimonio con Adua Veroni, con cui era fidanzato da 8 anni. Mentre la messa in scena de La Bohème viene riproposta in diverse città d’Italia e ha addirittura alcune richieste all’estero, Pavarotti interpreta il ruolo del Duca di Mantova nel Rigoletto, a Carpi, a Brescia e al Teatro Massimo di Palermo, dove, sotto la direzione del maestro Tullio Serafin, ottiene un enorme successo e consacra la sua figura di tenore in tutta Italia. Consolidata ormai la sua fama in Italia, la svolta all’estero arriva di nuovo con La Bohème, che gli permette di mostrarsi al pubblico inglese. Pavarotti viene richiesto per delle repliche dell’opera Pucciniana alla Royal Opera House di Covent Garden, a Londra, prima dell’arrivo del tenore Giuseppe Di Stefano, ma a causa di un’improvvisa malattia del tenore siciliano è costretto a sostituirlo.

Lo rimpiazzerà in teatro e al Sunday Night at the Palladium, un noto spettacolo televisivo inglese seguito da più di 15 milioni di telespettatori, il mezzo perfetto per affermarsi nella scena mondiale. Il debutto negli Stati Uniti non tarda ad arrivare ed è del febbraio 1965, a Miami, con Joan Sutherland, nella Lucia di Lammermoor. Ma il vero e proprio exploit arriva il 17 febbraio 1972, al Metropolitan Opera di New York, dove in occasione dell’esecuzione dell’opera di Gaetano Donizetti, La Figlia del Reggimento, manda in visibilio il pubblico con nove Do di petto eseguiti in maniera sciolta e naturale nell’aria introduttiva. È suo il record di 17 chiamate ed ovazioni al sipario. Negli anni ’90, Pavarotti ha curato molto i concerti all’aperto, che si sono rivelati invariabilmente come dei grandi successi. Il concerto in Hyde Park a Londra è stato il primo concerto nella storia del parco caratterizzato dalla musica classica, attirando la presenza di oltre 150.000 persone.

Nel giugno 1993, in più di 500.000 si sono radunati per ascoltarlo a Central Park (New York), mentre milioni di persone lo seguivano in tv. A settembre dello stesso anno, all’ombra della Torre Eiffel a Parigi, ha cantato davanti a circa 300.000 persone. Tra i più famosi, i concerti tenuti da Pavarotti con Placido Domingo e José Carreras. Epica la loro esibizione durante i mondiali statunitensi, a Los Angeles, il 17 Luglio 1994. Si esibirono davanti a Frank Sinatra e Gene Kelly, omaggiandoli con My Way e Singing in the rain. Dal 1992 al 2003 Pavarotti ha tenuto a Modena dei concerti a cadenza quasi annuale a scopo benefico. Tali concerti, i "Pavarotti friends", riunivano sul palco i migliori artisti della scena musicale pop italiana ed internazionale che si cimentavano in duetti con il tenore. Recente il suo matrimonio con la sua segretaria, Nicoletta Mantovani, dalla quale ha avuto una figlia, Alice, che si è aggiunta alle tre avute dalla prima moglie Adua. Nel luglio 2006 era stato operato d’urgenza in un ospedale di New York per l’asportazione di un tumore maligno al pancreas, la malattia che lo ha accompagnato fino alla morte.

(06/09/2007)

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