Mercoledì 03 Dicembre 2003

Arriva Nemo, il pesciolino di Natale

Cari bambini - e cari genitori - quest’anno per Natale niente scarponi e sci, niente tute pesanti, via le slitte e le calde giacche a vento. Ma tutti, invece, con la muta da sub o con un semplice costume da bagno: perché il Natale - almeno quello cinematografico - ci porterà negli azzurri abissi dell’oceano.

Tutti al mare, quindi, perché con «Alla ricerca di Nemo» la Walt Disney Picture ci porterà proprio negli abissi più profondi. Il film - il classico cartoon disneyano di Natale - uscirà nelle sale questa sera: un tuffo non solo nel blu dipinto di blu, ma anche in una storia coloratissima piena di personaggi simpatici che i nostri ragazzi ameranno sicuramente.

E dopo, non potremo più dire di qualcuno che è muto come un pesce. Si chimano Marlin e Nemo, Dory e Bruto, Fiocco, Randa, Scorza, Guizzo. Ma ci sono anche il pellicano Amilcare, il pesce vipera e la balenottera azzurra: insomma, una marea (è il caso di dirlo) di personaggi uno più simpatico dell’altro. C’è lo squalo bianco, Bruto, che fa riunioni di autocoscienza per convincersi che gli altri pesci sono amici e non cibo. Anche se basta l’odore del sangue per farne uscire, ad un certo punto, la sua vera natura; c’è Scorza, la tartaruga centenaria che indicherà la via al povero e sperduto Marlin, ci sono Amilcare il pellicano pasticcione, anche lui determinante per il buon esito della vicenda e Dory, la pesciolina smemorata che accompagna Marlin alla ricerca di Nemo. Sì, perché la storia è quella di un viaggio, un viaggio fantastico alla ricerca del piccolo Nemo da parte del padre, il timido e impaurito Marlin, che ne ha perdute le tracce. Durante una prova ci coraggio tra compagni di scuola (anche i pesci come voi, cari bambini, vanno a scuola nel fondo dell’oceano) - bisognava avere il coraggio di avvicinarsi ad un motoscafo - Nemo viene infatti catturato da un sub che lo porta nel suo acquario insieme ad altri pesciolini tenuti lì dentro (dal loro punto di vista) prigionieri. Riuscirà il buon papà Marlin a ritrovare il suo adorato figlioletto?

Forse meno innovativo di Toy’s Story, meno ricco visivamente di Monster’s and Co. che si rifaceva anche dal punto di vista visivo ad una tavolozza che spaziava da Magritte a Esher, Alla ricerca di Nemo torna però ad una classicità che pur non perdendo di vista l’innovazione (è sempre impressionante notare i progressi della tecnica del disegno computerizzato), non toglie spazio alla narrazione. Che parte, come accennavamo più sopra, proprio da uno dei luoghi classici del cinema americano: quello del viaggio. Di iniziazione e maturazione per tutti i personaggi. Al ritorno dalla loro avventura, infatti, tutti saranno diversi e saranno cresciuti proprio perché, insieme, avranno saputo superare mille difficoltà. In questo che abbiamo chiamato un ritorno al classico fanno capolino la fiaba (Nemo finisce come Pinocchio nel ventre della balena), l’avventura, ovviamente, il racconto morale, il tutto nella cornice coloratissima e vivace di uno sfondo, quello sottomarino, ricreato magicamente dal computer in tutte le sue mille sfaccettature che comprendono oltre alla bellezza e ai colori di pesci e piante, anche le paurose creature degli abissi più oscuri o i relitti abbandonati dall’uomo. (03/12/2003)

f.tinaglia

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