Arzuffi al Centro San Bartolomeo

"Figlio d’arte", come s’usa affermare di chi cresce in un ambiente familiare dove l’arte è realizzata con serietà e professionalità, è Marcello Arzuffi, figlio di Luigi e nipote di Pasquale, due artisti che hanno lasciato indelebile ricordo nella storia dell’arte pittorica della nostra terra bergamasca. È "figlio d’arte" che ben ha appreso le "lezioni" del padre e del nonno, e ben lo manifesta con la personale che presenta in questi giorni presso il Centro culturale San Bartolomeo.Quanto Marcello Arzuffi propone all’attenzione degli osservatori è il meglio della sua creatività, della sua intraprendenza, della sua naturale inclinazione al disegno e alla pittura. Logico, possiamo dire, qualche riferimento alle espressioni, specie cromatiche, del padre Luigi, ma tutto ciò non è una remora alle immagini visive che egli realizza con spiccata personalità allo scopo di "crearsi" un suo preciso "modo di dire". E vi riesce con un "linguaggio" legato alla tradizione figurativa del passato ma pure con accenti rivolti ad uno stilema impressionistico che in tal modo lo caratterizza e lo qualifica. Suggestivi questi paesaggi di Marcello Arzuffi, ispirati ad ambienti nostri oppure esotici, avvolti in atmosfere diversificate e quindi studiate con scrupolosa attenzione. Delicate e "corpose" nello stesso tempo le "nature morte", costruite con un impianto strutturale che non ammette né errori né titubanze perché ben equilibrate nei toni e armoniose nell’insieme. Ammirevoli le figure e i ritratti, particolarmente riuscito l’autoritratto, e gli atteggiamenti che sanno di profonda spiritualità quelli riferiti a Papa Giovanni Paolo II, ma non da meno ricche di fascino le figure di donne orientali e africane.

Nell’intero contesto dell’esame di queste opere balza all’evidenza la preziosità sia estetica che contenutistica di Marcello Arzuffi, al quale va pure l’elogio di saper usare un cromatismo che esalta la luce e che propone visioni di serenità e di quiete, di gioia e di bellezza, senza mai voler strafare ma bensì con l’intento di donare all’arte pittorica il suo contributo in modo elegante. Da vero e bravo artista.

Durata della mostra

fino a domenica 16 ottobre

Orari

dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19, tutti i giorni

Dove

presso il Centro San Bartolomeo, Bergamo

(11/10/2005)Lino Lazzari

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