Ballando con le stelle, la gioia di Tapia «Dedico la vittoria a tutti i ragazzi disabili»
Oney Tapia e Veera Kinnunen

Ballando con le stelle, la gioia di Tapia
«Dedico la vittoria a tutti i ragazzi disabili»

Alle 00,51 di domenica dopo l’ultima lunghissima sfida finale che ha visto fronteggiarsi i due campioni sportivi Oney Tapia, argento alle paralimpiadi nel lancio del disco a Rio de Janeiro, e il judoka Fabio Basile, oro nella categoria 66 kg ai Giochi olimpici di Rio, il contatore ha svelato il vincitore di questa edizione di «Ballando con le stelle»: con il 65% è Oney Tapia.

Con il passare delle puntate ha conquistato pubblico e giuria. La coreografa Carolyn Smith, una delle giurate, aveva detto che «in qualsiasi cosa faccia c’è poesia» e la sua maestra, la ballerina Veera Kinnunen, aveva commentato che «considerando la sua struttura fisica, non avrei mai immaginato che avesse tutta questa grazia». Il nome del vincitore è stato svelato dopo 4 ore di diretta: successo annunciato quello dell’atleta non vedente italiano, classe 1976, originario di Cuba, da anni residente a Sotto il Monte, considerato da tanti commentatori il migliore ballerino in gara. Sotto una pioggia di coriandoli dorati Tapia è salito sul podio con la sua ballerina e con emozione ha detto:«Sono contento. Questa vittoria la voglio dedicare a tutti i ragazzi disabili».

Lo ha ripetuto anche a noi che lo abbiamo raggiunto telefonicamente domenica pomeriggio. «Ci tengo proprio, in modo personale. Il mio primo intento partecipando al programma era proprio quello di mandare il messaggio, in primis ai ragazzi disabili, che tutto nella vita si può raggiungere, basta volerlo e con l’impegno. Lo dico anche a tutte le organizzazioni e le federazioni che ci sono per i disabili: bisogna lavorare in questo senso e anche con le famiglie di questi ragazzi e star loro vicino. Lo dico pure a tutto il popolo italiano e in particolare alla mia gente di Bergamo che nella vita bisogna provare, non bisogna mai mollare».

Voleva aggiungere qualcos’altro sul podio? «Che la dedico ai ragazzi disabili e poi che saluto il gruppo sportivo Omero di Bergamo, i Runners, la Bergamo59 e gli amici di Brembate».

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