Elav Indie Fest  inizia con il botto

Elav Indie Fest
inizia con il botto

Elav Indie Fest comincia col botto. Nonostante le dolci sonorità della colonna sonora della serata nella quale si sono esibite Giulia Spallino e Cristina Donà, bergamasca d’adozione, candidata al Premio Tenco 2015 e che chiude proprio ad Alzano il suo tour «Così Vicini», l’atmosfera all’ex Cartiera Pigna è stata davvero esplosiva.

Circa 5 mila persone hanno invaso gli spazi dell’architettura industriale per eccellenza che sta rivivendo grazie alla cultura indipendente e alla musica. Lo Spazio Fase ha accolto la musica permettendo ai muri e alle colonne secolari di provare la sensazione di assorbire vibrazioni, restituendo storia.

Fra birra artigianale Elav e quelle dei birrifici ospiti (Pontino da Latina e Amiata da Grosseto), editoria indipendente con Bolo Paper e l’intera collezione di 60 CTRL magazine, il fumettista Sert, Pigmenti e il live painting di Andrea Casciu, il Festival continua con tanta musica e sempre nuova cultura indipendente.

Elav Indie Fest ad Alzano

Elav Indie Fest ad Alzano

Venerdì sera 18 settembre si esibiscono gli Humulus e i Bleeding Eyes e a seguire Brown Barcella dj set: fresco e coinvolgente dai suoni sixties e northern soul in vinile.Gli Humulus sono l’incarnazione dello stoner: la digressione del metal e la distorsione del rock che incontrano acid, psichedelia e doom in una miscela grezza e potente. Un suono che si tuffa nella Elav Humulus Black Stoner IPA, una birra scura della quale i tre musicisti sono co-autori e con la quale sono i protagonisti del loro ultimo video Il nome non lascia perplessità. I Bleeding Eyes da Treviso sono un caposaldo del metal italiano che ha condiviso il palco con i nomi più importanti della scena internazionale. Il metal psichedelico dei sei musicisti incontra la sonorità della parola italiana, creando la poesia scura e tagliente che caratterizza la band. Un muro di suono dipinto a mano. La musica continuerà nei prossimi giorni con Rich Apes, Raphael & Eazy Skankers, Sistah Awa, fino ad arrivare agli ospiti internazionali di domenica: John Robinson, Drew McConnell e Steve Smyth.

Elav Indie Fest ad Alzano

Elav Indie Fest ad Alzano

Sabato 19 settembre - Rich Apes (Etno Rock) + Raphael & Eazy Skankers + Sistah Awa (Reggae) A seguire Coffee.N.Television dj set: dal vintage al rock’n’roll passando per le rarità su vinile. L’indipendenza è libertà, assenza di catene, scatole e gabbie. Ogni aggettivo che identifica un genere musicale pone un limite. I Rich Apes non ne conoscono. La classica formazione batteria, basso, chitarre e voci viene liberata dagli schemi delineati dalla storia e dalla geografia, arrivando a sfidare gli orizzonti musicali e del suono in un viaggio in cui è proprio il suono a soffiare, come per sollievo, ad ogni nuova conquista, spingendo sempre Oltre. Il reggae è incontro. Incontro di culture e suoni dove il “levare” non significa privare ma unire, dare spazio. Il levare incontra il sole per sol-levare anima e corpo mentre gli occhi chiusi sognano terre lontane. Raphael & Eazy Skankers, una delle band reggae taliane più longeve, incontra il talento innato di Sistah Awa, bergamasca che incarna l’incontro di culture di cui il reggae si alimenta per nutrire il mondo con la musica.

Domenica 20 settembre - Helsinki (Psychedelic Folk da Londra) + Steve Smyth (Indie Folk dall’Australia). Drew McConnell è uno dei personaggi più influenti della scena indie britannica. Artista e musicista attivo su tantissimi fronti, è stato membro dei Babyshambles, band del controverso Pete Doherty. Helsinki è il progetto di cantautorato folk dove la sua voce incontra basso, chitarra, violini e percussioni. La musica di Drew McConnell risuonerà nello Spazio FaSE portandoci in giro per l’Europa attraverso l’atmosfera delle sue capitali. Se prendi una vita passata viaggiando fin dai primi anni di vita e le sommi ai nomi di Tom Waits, Jeff Buckley, Beck e Norah Jones, il risultato ha la barba lunga come quella di un naufrago con la chitarra in mano e una voce profonda come il mare che lo ha trasportato. Definire l’australiano Steve Smyth “un cantautore” è riduttivo. A volte dolce, a tratti più aggressivo, Steve Smyth è la spontaneità del suono che incontra i più grandi deserti davanti a sè, conquistandoli. Con loro sul palco suoneranno Adam Folkner e Michael Moore. Ad aprire l’ex Babyshambles John Robinson.

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