Domenica 06 Ottobre 2002

Emile Bernard in mostra al Centro San Bartolomeo

Con questa mostra, la prima in Italia dopo quelle organizzate negli anni sessanta alla galleria del Levante e a Palazzo Reale a Milano e alla galleria Narciso di Torino, si vuole evidenziare la ricerca artistica che intercorre tra il 1898 e il 1938, periodo in cui Emile Bernard, staccandosi dalle ricerche perseguite sino a quel momento, approda a un linguaggio spirituale e classico dettato dalla lezione dei grandi maestri del Rinascimento italiano.

Una mostra ideata per scoprire e riscoprire l’artista francese, amico di Vincent Van Gogh e di Paul Gauguin, che ebbe un’influenza decisiva sull’evoluzione del Simbolismo pittorico e sulla nascita dell’arte moderna.

Artista dal talento precoce, a sedici anni entrò nell’Atelier Cormon dove strinse amicizia con Louis Anquetin, Henri de Toulouse Lautrec e in seguito Vincent Van Gogh; dall’atelier venne espulso dopo due anni per la sua schiettezza e «indipendenza di spirito». Nel 1886 partì a piedi per la Normandia e la Bretagna. A fine anno, dopo aver rincontrato l’amico Van Gogh a Parigi, con lui si trasferì a lavorare sulle rive della Senna, ad Asnière, sperimentando soprattutto le scoperte sul colore di Seurat.

Ritornato a Pont-Aven nella primavera del 1887, creò le fondamenta di una nuova arte che si allontanava completamente dalla pittura accademica, oltre che dall’Impressionismo e dal Puntinismo. Inventò il «cloisonnisme» una tecnica pittorica mutuata dagli smalti, dalle vetrate medievali e dalle stampe giapponesi (conosciute tramite Van Gogh) che consisteva nello stendere il colore a larghe campiture circondando le sagome degli oggetti con un forte tratto scuro eliminando nello stesso tempo la prospettiva, l’ombra e le sfumature.

Questa dottrina estetica originale unì Paul Gauguin ed Emile Bernard quando si incontrarono per la seconda volta nel 1888 a Pont-Aven: ne nacque un sodalizio importante per entrambi; i due si scambiarono idee, discussero e lavorarono in sintonia sempre alla ricerca di innovazioni. L’intesa si ruppe nel 1891 dopo che Bernard si vide «derubato» da Gauguin, dell’idea del cloisonnisme. Ma Bernard non si soffermò a lungo su uno stile definito, andò sempre più avanti nelle sue ricerche; viaggiò molto in Italia, in Spagna e anche in Oriente dove si fermò a vivere per parecchi anni.

I suoi viaggi sono testimoniati dai dipinti con le vedute di Granada e dell’Alhambra, del Cairo, di Venezia da dove riportò diverse tele raffiguranti la città lagunare con i suoi canali e le sue feste.

Al ritorno in Francia, nel 1904, eseguì molti paesaggi. Lasciò i segni del suo passaggio ad Aix-en-Provence, Tonnerre, Semur-en-Auxois, Molosmes, Villeneuve-lès-Avignon e Montmorency. In mostra sono presenti diversi paesaggi: Il campanile di Notre Dame di Tonnerre, Il presbiterio di Molosmes, Rovine e sentieri a Les Templiers, ecc.

Il ritratto fu un altro tema ricorrente nell’opera di Bernard; egli era affascinato dal volto umano e dipinse con molta perseveranza i suoi contemporanei. Una delle donne più rappresentate fu la danzatrice Armène Ohanian, della quale in mostra è esposto un importante ritratto in costume orientale.

Emile Bernard inoltre aveva l’abitudine di dipingere ogni anno un autoritratto; queste opere contribuiscono a dare un’idea delle evoluzioni nel suo percorso artistico. In mostra sono presenti due significativi autoritratti.

Le nature morte, presentate in congruo numero, sono sempre state un altro tema caro al pittore: deschi apparecchiati, fiori e frutta, pesci e crostacei, vasi, si ritrovano nelle tele del Maestro, formando sontuose armonie di colori e di contrasti dagli straordinari effetti.

Un altro aspetto fondamentale dell’opera di Emile Bernard è costituito dai temi religiosi; in mostra sono esposti gli studi ad olio per le tele de "Il ciclo umano", opera monumentale eseguita in duplice serie che riassume le diverse tappe dell’umanità (la prima serie conservata in Svezia e la seconda presso la Galleria d’Arte Moderna, Venezia).

Orario

Tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 12.30 dalle ore 15.30 alle ore 19.30

Ingresso libero

Per informazioni

Centro Culturale S. Bartolomeo

Largo Belotti 1, Bergamo

Tel.035/242705

fa.tinaglia

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