Martedì 21 Settembre 2004

Flavia Ventola e Gemma Manzoni al Circolo artistico bergamasco

Al Circolo artistico bergamasco, in via Tabajani 4, espongono in contemporanea la pittrice Flavia Ventola e la scultrice Gemma Manzoni.

Flavia Ventola propone una serie di dipinti che hanno per tema la bellezza dei prati in fiore, dei boschi e delle pianure immersi nella luce. L’artista non va per nulla alla ricerca di ampie campiture, bensì unicamente di piccoli «scorci» che sanno di infinito. Le sue immagini pittoriche, infatti, lasciano ampio spazio all’immaginazione del fruitore per allargare così, con la sua fantasia, quella limitata visione che dell’immagine è racchiusa nel ristretto ambito del quadro. Ma in questi «rettangoli» dipinti vi è tutta la bellezza di una natura che è avvolta in un alone di luminosità e armonie di colori. In ciò è l’espressione poetica di Flavia Ventola, manifestata con abili accostamenti tonali, specie dei verdi, in gamme cromatiche che, nei dipinti di Flavia Ventola, si intersecano tra loro, si rincorrono e si ricompongono quasi magicamente per offrire una chiara visione di serenità e di quiete interiore. Sono queste le caratteristiche stesse del creato qui riprodotte sulla tela con l’abile maestria e l’ormai collaudata esperienza di un’artista dall’animo sensibile e ricco di sincera poesia.

Gemma Manzoni, autodidatta, si rivela invece come una scultrice che deve aver ricevuto da qualcuno le essenziali «lezioni», in particolare quelle che si riferiscono all’anatomia del corpo umano. Troppo ben precise le proporzioni, troppo naturali i «comportamenti» delle figure che Gemma Manzoni sa ottenere. La spiegazione la si trova nel fatto che è continuamente a contatto con le sue allieve in palestra, nelle quali trova le modelle più adatte per le sue sculture. E non c’è nulla di meglio che «copiare» dal vero. A questo punto un eventuale insegnante può anche non esistere e i risultati essere più che mai soddisfacenti ugualmente. È proprio il caso di Gemma Manzoni, la quale stupisce l’osservatore per la scioltezza del suo stile, un figurativo che non mostra difetti, la sua abilità nel dare movenze alle figure e, al di là del fattore estetico, la sua capacità di donare una interpretazione ad ogni sua opera. Le sue sculture portano necessariamente alla riflessione, nel contesto delle realtà espresse dai singoli soggetti: un gioioso inno alla vita (le figure sono tutte riferite a ragazze giovanissime), un ansioso stato d’animo, perplessità alle volte, ma pure incontro di chi sta a guardare una bellezza che l’affascina, non si sa perché, ma tuttavia reale e avvincente.

Informazioni utili

Durata della mostra: fino al 30 settembre

Orari: tutti i giorni dalle 16 alle 19; domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.

Circolo artistico bergamasco, via Tabajani 4 - Bergamo

Lino Lazzari

fa.tinaglia

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