Giovedì 15 Gennaio 2004

Il pianista russo Sherbakov apre la stagione concertistica

La serata inaugurale della centesima Stagione è appannaggio del pianoforte. Questa sera (alle 21, ingresso ai soci, info 035/236.293) la Sala Piatti restaurata e al completo - la Società del Quartetto annuncia un tutto esaurito sicuramente beneaugurante - ospiterà il pianista russo Konstantin Scherbakov, per la prima volta in concerto nella nostra città. Scherbakov è un pianista che sollecita qualcosa di più che una legittima curiosità: il curriculum in questo caso - visto il debutto orobico, è la fonte principale - lo presenta come di uno dei maggiori pianisti del nostro tempo. Quarantanni, dal 1992 residente in Svizzera, Scherbakov vanta una teoria di riconoscimenti e di attestati di valore assolutamente eccezionali: solo nel 2002 ha ottenuto una serie di premi importanti, come il Midem Cannes Classical Award e il 2002 Preis der Deutschen Schallplatterkritik. La critica tedesca lo colloca tra i massimi interpreti d’oggi e diverse riviste specializzate considerano la sua vasta discografia tra le migliori degli ultimi anni: la sua incisione delle «Variazioni Diabelli» di Beethoven è stata considerata da Scala Magazine come uno dei migliori cinquanta cd di ogni tempo. Specialista di Rachmaninov, il suo debutto europeo, ad Asolo, con l’integrale del compositore russo in quattro serate consecutive, ha avuto come spettatore d’eccezione Sviatoslav Richter, che è rimasto entusiasta.

Cresciuto alla scuola pianistica del celebre Neuhaus, Sherbakov già a 20 anni riceve i primi premi internazionali (il Primo premio alla Rachamninov Piano Competition di Mosca è del 1983) ed oggi è invitato spesso come membro di giura delle maggiori competizioni, tra cui le ultime edizioni del Busoni di Bolzano. Nel 1995 la Bbc lo ha nominato International Artist. Il suo recital bergamasco si divide tra Schubert e il prediletto Rachmaninov. Del maestro viennese Sherbakov proporrà un inedito parallelo tra la celebre e suggestiva Wanderer-Fantasie - un capolavoro che sintetizza mirabilmente la visione artistica e filosofica del più avvincente spirito romantico - e la Fantasia in do maggiore D. 605, brano dalle esplicite connotazioni virtuosistiche, ritrovato nel 1962, di cui per altro resta dubbia l’attribuzione a Schubert.

Grande smalto tardoromantico e tecnica trascendentale caratterizzano invece l’ampia scelta dagli Etudes-Tableaus, dei Preludi e dei Momenti Musicali di Racmaninov, un autore finalmente riconsiderato anche dalla musicologia e dagli storici della musica, anche se non da tutti.

Dopo l’inaugurazione sono altri nove gli appuntamenti della stagione numero cento del Quartetto, che si concluderà giovedì 18 marzo con il Veneto Piano Trio (violino, violoncello e pianoforte) con un bel programma novecentesco diviso tra Pizzetti, Margola e Piazzolla. In programma ci sono proposte per tutti i gusti: una serata di quartetto con pianoforte dedicata al Dvorak (il 22 gennaio) con il prestigioso Quartetto di Fiesole e il pianista Andrea Bacchetti, il quartetto d’archi Danel con Mendelssohn, Beethoven (l’op. 130) e Weinberg, il violoncellista Jean- Guihen Queyras (12 febbraio), il Trio d’archi con Mariusz Patyra (26 febbraio) il duo violino - pianoforte di Ilya e Naum Grubert, e altro ancora.

(15/01/2004)

fa.tinaglia

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