Intervista a paolo Belluttal’uomo che «cammina» su Marte

Intervista a paolo Belluttal’uomo che «cammina» su Marte
Paolo Bellutta è un moderno esploratore, un Cristoforo Colombo alla scoperta di nuovi mondi: va tutti i giorni, o quasi, su Marte, e lo percorre in lungo e in largo con due veicoli speciali, per captarne i segreti. I due rover si chiamano “Spirit” e “Opportunity” e a guidarli con perizia e ansia nelle loro passeggiate marziane è questo cinquantunenne fisico di Rovereto, dal 2004 nello staff della missione MER (Mars Exploration Rover). Bellutta, uno dei tanti “cervelli” volati via dall’Italia, risiede negli Stati Uniti dal 1992 e prima di approdare alla NASA ha peregrinato per l’America lavorando nel campo dell’elaborazione delle immagini biomediche (in precedenza a Trento si era occupato di sistemi di visione artificiale per robot), finché un annuncio su Internet non gli ha cambiato la vita: il Jet Propulsion Laboratory cercava uno specialista per il suo gruppo di visione artificiale, lui ha mandato il suo curriculum “senza molta speranza” e invece poco dopo si è ritrovato a Pasadena, anzi catapultato su Marte.
Dottor Bellutta, che cosa fa lei su Marte ?
«Svolgo due lavori: innanzitutto sono ‘rover driver’, ossia guido i robot ‘Spirit’ e ‘Opportunity’ trasportati nel 2004 su Marte. E’ divertente ma impegnativo. Con i pochi dati che riceviamo da Marte, infatti, dobbiamo usare tutto il nostro ingegno, la nostra esperienza ma anche l’istinto per stabilire un percorso di comune accordo tra noi piloti e gli scienziati: spesso abbiamo esigenze contrastanti e non è semplice raggiungere un compromesso».
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Qual è lo scopo della missione MER ?
«Deve appurare se su Marte ci sia mai stata acqua allo stato liquido. Entrambi i rover, che operano in luoghi diametralmente opposti, ci hanno fornito prove inconfutabili che in ambedue i siti c’è stata presenza di acqua, anche abbondante. In seguito le condizioni ambientali sono cambiate e attualmente la pressione atmosferica, che è cento volte inferiore a quella terrestre, non permette all’acqua di rimanere allo stato liquido: o si trasforma in ghiaccio, come è avvenuto ai poli marziani, o evapora immediatamente».
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In passato potrebbe esserci stata vita sul Pianeta Rosso ?
«Questo ancora non si sa. Per adesso nessuno degli strumenti mandati su Marte ha rivelato indizi di una qualsiasi presenza di vita».

(10/01/2009)

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