Morgan: «Hanno tentato di demolirmi Ora sono tornato alla musica suonata»

Morgan: «Hanno tentato di demolirmi
Ora sono tornato alla musica suonata»

È tornato alla musica, all’artigianato musicale, Morgan. È stato in televisione, unico a parlar di musica e a esprimerne le idee generative, per poi uscirne con la voglia di dare altro respiro alla sua arte elettronica e pop.

Ora porta in concerto BioElectric (domenica sera 19 luglio con Megahertz, agli Spalti di San Michele in Città Alta – inizio ore 21,30; ingresso libero), progetto che mette a confronto l’uomo e la macchina.

Ce ne parla a ruota libera: «Lo show nasce da un’idea di musica elettronica. Dal vivo utilizzo tutte le tecnologie dagli anni Settanta a oggi. Sin da quando ero ragazzino mi sono interessato alla musica elettronica. Nel 1983, quando è nata VideoMusic, avevo undici anni e sono passato automaticamente dai cartoni animati ai videoclip musicali. Era il tempo della seconda British Invasion, e personaggi come Capitan Harlock e Goldrake non erano poi così diversi dai Thompson Twins, dagli Ultravox, i Duran Duran. Da lì nasce la mia attrazione per le macchine elettroniche. Già suonavo il pianoforte, e quegli aggeggi sono stati di stimolo ai miei studi».

Morgan

Morgan

Lei esce da una lunga avventura televisiva: è deluso dall’andazzo del sistema dello spettacolo? «Incontro soggetti attaccati solo alle piccole certezze. Continuano a fare dischi banali, inseguendo i loro vecchi successi, senza riuscire a replicarli. Mentre le cose vanno fatte con una passione sempre nuova. Mi piacciono quelli che rischiano, magari di non vendere. Penso a Battiato e David Bowie, artisti che hanno avuto alti e bassi nella carriera. Hanno fatto dischi che hanno venduto pochissimo e altri di grande successo, senza mai perdere il gusto della sperimentazione. È questo il bello, non ha senso il contrario».

Anche nell’ultima edizione di X-Factor su Sky ha avuto dei problemi. «Hanno cercato di demolirmi, hanno voluto disinnescare il personaggio Morgan. Non ne potevo più: ho lasciato che scadesse il contratto per tornare alla musica suonata. Questa è la verità».


Leggi di più su L’Eco di Bergamo in edicola domenica 19 luglio 2015

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