Shakespeare: essere o non essere
ha radici anche un po’ di terra orobica

Essere o non essere, l’amletico e immortale dilemma shakespeariano che da secoli affascina le platee e arrovella i filosofi, avrebbe tra le sue radici anche un po’ di terra orobica.

L’inedita tesi è sviluppata in alcuni capitoli del libro di Luca Stefano Cristini – scrittore ed editore della Soldiershop di Zanica – un’opera fresca di stampa, dedicata alla famiglia dei Tasso. Nel volume, che mette in luce i rami più robusti di un albero genealogico fronzuto e ricco di personaggi di rilievo, c’è ampio spazio per l’arte e la letteratura.

La barra punta dritta su Torquato Tasso, che con Bergamo ebbe due corposi soggiorni, per poi virare su Miguel Cervantes e William Shakespeare. I tre campioni delle lettere del ’500, autori rispettivamente della Gerusalemme liberata, Don Chisciotte e Amleto (e molto altro ancora ndr), sono messi a confronto da Cristini.

Lo studioso di Zanica svela molti punti di contatto nelle biografie e nelle opere dei tre autori indicando quanto la stesura dei loro capolavori fosse permeata dalla filosofia e dagli umori del tempo.

Frugando tra antiche missive Cristini ha trovato tracce di un vivo interessamento per l’opera tassiana della stessa regina Elisabetta, che si raccomandava attraverso i suoi emissari in Italia di avere notizie dei lavori, in corso o compiuti, del Tasso per ottenerne una pronta consegna.

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