Mercoledì 08 Gennaio 2003

«Storia d’amore e d’anarchia», un altro musical al teatro Donizetti

Dalle atmosfere spensierate e adolescenziali della provincia americana anni ’50 si passa infatti a una storia violenta, amara, grottesca, con appena un sottofondo tenero e sentimentale, ambientata negli anni 30 italiani, gli anni della dittatura fascista. Sotto la patina piacevole e godibile della commedia musicale, la Wertmüller racconta una storia che muove sentimenti forti, ed evoca un periodo feroce.

La locandina
Storia d’amore e d’anarchia, testo e regia di Lina Wertmüller. Musiche e canzoni di Nino Rota, Italo Greco e Lucio Gregoretti, eseguite dal vivo da Cinzia Gangarella. Scene e costumi di Enrico Job. Luci di Iuraj Saleri. Con Elio (Tunin), Giuliana De Sio (Salomè), Gabriella Pession (Tripolina), Marco Zannoni (Spatoletti), Solveig D’Assunta (Madame Aida), Anita Pititto (Carmela), Veronica Milaneschi (Jacqueline), Silvia Annichiarico (Ivonne), Francesca Piccozza (Lola / Una contessa), Paolo De Giorgio e Domenica Orsini. Produzione: Teatro Eliseo, Roma.

La trama
Siamo negli anni 30. Un giovane contadino della Bassa lombarda, Antonio Soffiantini detto Tunin, si reca a Roma. Il suo obbiettivo, pazzo e disperato, è uccidere Mussolini. Tunin è anarchico, ma il suo movente è anche personale: durante una dimostrazione, i carabinieri hanno ucciso un suo amico. Nella capitale, Tunin trova rifugio nel postribolo di Madame Aida, dove due prostitute, Salomè e la Tripolina, si innamorano di lui. Per preparare l’attentato, Tunin sfrutta le involontarie confidenze di Giacinto Spatoletti, un rozzo gerarca dei servizi di sicurezza. Le vicende personali, i drammi individuali e i sentimenti privati si mescolano. L’attentato fallisce. Tunin perde il controllo e spara contro una ronda di carabinieri, fugge e viene arrestato: consegnato a Spatoletti, muore durante un pestaggio in carcere. Il Duce ordina che la sua morte sia spacciata per suicidio.

Lo spettacolo
Il pubblico italiano ha conosciuto Storie d’amore e d’anarchia nel 1973, ma non a teatro, sul grande schermo. Nato come testo teatrale, e come tale rappresentato in seguito in Germania, Austria e Repubblica Ceca, nei primi anni 70 la Wertmüller ne trasse un film, con Giancarlo Giannini e Mariangela Melato nei ruoli principali. Presentato a Cannes, fruttò a Giannini la Palma d’Oro per l’interpretazione maschile. Ora, a distanza di quasi trent’anni, il Teatro Eliseo ha deciso di produrne una versione teatrale, tornando in un certo senso alle origini. Per l’occasione, la Wertmüller ha rielaborato il copione, trasformandolo in una commedia musicale. Ne esce un ritratto amaro e grottesco degli anni 30 e dell’ambiente. Luogo centrale è il casino di Madame Aida, descritto come luogo di un’allegria e di una gioia di vivere forzata, e di reale schiavitù.

Giovedì 16 gennaio alle 18 Giuliana De Sio e Elio incontreranno il pubblico per approfondire la commedia. L’incontro è aperto al pubblico e sarà condotto da Maria Grazia Panigada.

Per informazioni
In replica fino al 19 gennaio.
Inizio ore 20.30, 15.30 la domenica.
Ingresso €. 25,9/10,3 (platea I settore e palco I-II fila), 20,7/8,3 (platea II settore e palco III fila), 14,5/4,1 (balconata e numerato I-II galleria).
Servizio di biglietteria: 10-12.30/15.30-19, 19-20.30 prima dello spettacolo (14-15.30 la domenica).
Tel. 035/4160602 (biglietteria) o 035/4160613 (segreteria).

f.tinaglia

© riproduzione riservata

Tags