Martedì 08 Ottobre 2002

Teatro dialettale, il palcoscenico è Bergamo Tv

A una rapida rassegna dei titoli e delle compagnie coinvolte, si nota un aspetto curioso. Rispetto alla prima edizione, c’è una più massiccia presenza di autori bergamaschi «doc» e di spettacoli appartenenti al repertorio più classico. Quando l’amur al ghe, con cui debutta stasera la Compagnia Filodrammatica degli Angeli di Treviglio, per la regia di Primo Giroletti, è di Abele Ruggeri. Sua è anche la commedia Lassa pör che ’l mond a ’l dighe, il terzo appuntamento in cartellone, messa in scena dal Gruppo Teatro Rondinera di Rogno. Ruggeri, già rappresentato in due occasioni la scorsa stagione, si conferma l’autore più amato, anche se in questo caso «pareggia» il conto con Renzo Avogadri, forse il più importante commediografo in dialetto bergamasco del 900: di Avogadri sono il classico Ol castigamacc, allestito dalla Dialettale S. Pio X della Celadina di Bergamo, e L’amis del papà, messo in scena dalla Compagnia del Sottoscala di Rosciate.

Appartiene al novero degli autori nostrani più rappresentati anche Luigi Gnecchi, per anni collaboratore del Ducato di Piazza Pontida e direttore del «Giopì», presente con Ü pensiona’t de lüsso messo in scena dalla compagnia "Gioacchino Gambirasio" di Presezzo. È un autore sperimentato Camillo Vittici, di cui la Compagnia Dialettale di Bagnatica propone Cósa m’ gh’à facc de mal. E Gioacchino Gambirasio, di cui la compagnia Incontri di Bolgare mette in scena Il divo della Tv, è stato per anni un apprezzato poeta in vernacolo legato al Ducato.

La novità, alla fine, è solo Mai dì gat, se l’è mia ’ndel sac, scritta e diretta da Sergio Angeretti per la sua Filocomica Colognese.

fa.tinaglia

© riproduzione riservata

Tags