Giovedì 25 Agosto 2005

Un brano di Stefano Gervasoni al concorso pianistico «Busoni»

Ci sarà anche un bergamasco tra i protagonisti del Concorso Pianistico Internazionale «Ferruccio Busoni» di Bolzano, e non sarà un pianista. Il direttivo del concorso ha infatti commissionato al compositore bergamasco Stefano Gervasoni un pezzo per pianoforte e orchestra che sarà il terreno di confronto fra i tre finalisti nell’ambito della seconda prova finale con orchestra, quella che di fatto chiude la gara e precede le premiazioni. Si tratta di una novità assoluta, tanto per il Concorso, che per la prima volta nella sua storia inserisce come pezzo d’obbligo un brano di musica contemporanea, quanto per l’artista di casa nostra, uno dei compositori più apprezzati del panorama contemporaneo, che entra a far parte della storia della celeberrima kermesse. Nel curriculum artistico del compositore orobico va così ad aggiungersi un tassello decisamente importante, tanto più se si considera l’aura di prestigio che da ormai 55 edizioni avvolge il «Busoni».

Il brano scritto da Gervasoni si intitola «Fantasia – Invenzione a una voce per pianoforte e orchestra», un pezzo in un unico movimento della durata di circa dodici minuti che provocatoriamente vuole essere antivirtuosistico. Il fatto che si tratti di una invenzione a una voce, una forzatura quindi per la scrittura pianistica che è di per sé polifonica, nasconde un risvolto ironico. In un concorso dove i partecipanti giungono con una preparazione agguerrita e impeccabile l’artista bergamasco propone una pagina che permette ai pianisti di riflettere sul proprio essere virtuosi, per non affrontare la musica con atteggiamento superficiale o puramente esteriore.

(25/08/2005)

l.moretti

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