Contro la chiusura di due stabilimenti:
è stato di agitazione alla Sacci Spa

Stato di agitazione in tutti i siti produttivi della Sacci Spa, anche a Tavernola. È stato proclamato dai sindacati per protestare contro la ristrutturazione decisa a livello nazionale.

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Il 13 marzo l’azienda ha avviato la procedura di licenziamento collettivo che vede coinvolti 135 dipendenti, che però non tocca lo stabilimento bergamasco. Cgil, Cisl e Uil, insieme al coordinamento delle Rsu, hanno incontrato nei giorni scorsi nella sede di Unindustria a Roma i vertici aziendali per l’esame congiunto della procedura.

Nella discussione i sindacati hanno invitato l’azienda a ritirare la procedura di licenziamento collettivo per la cessazione dell’attività di due stabilimenti, alla luce dell’offerta di acquisto del 99,5% delle quote societarie avanzata dal gruppo Buzzi Unicen Spa e approvata dal consiglio d’amministrazione della Sacci.

L’azienda però ha risposto negativamente. Le organizzazioni sindacali - si legge in un comunicato - ritengono la vertenza Sacci di fondamentale importanza in relazione alle dinamiche societarie e di mercato di tutto il settore del cemento.

Per questo a conclusione dell’incontro è stato «indetto lo stato di agitazione in tutti i siti produttivi della Sacci Spa, che saranno articolate a livello territoriale e la programmazione delle assemblee dei lavoratori, aperte alla cittadinanza e alle istituzioni territoriali, a sostegno delle posizioni dei lavoratori e per favorire l’apertura di un tavolo istituzionale nazionale che sia utile alla ricerca di soluzioni utili ad evitare le chiusure degli stabilimenti».

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