Magnetti con l’ok del Tribunale
Ora rilancio e tagli: 170 esuberi

Il rilancio del gruppo Magnetti può continuare. Il Tribunale ha omologato infatti gli accordi di ristrutturazione del debito delle società Magnetti Building, Magnetti Spa e Record srl. I provvedimenti sono stati depositati mercoledì.

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Il rilancio del gruppo Magnetti può continuare. Il Tribunale ha omologato infatti gli accordi di ristrutturazione del debito delle società Magnetti Building, Magnetti Spa e Record srl. I provvedimenti sono stati depositati mercoledì.

Il debito verso banche e fornitori terzi, esclusi dunque i rapporti infragruppo, ammonta in tutto a 66 milioni. Gli accordi, come spiegano dall’azienda, prevedono che sarà tutto pagato con un piano di versamenti dilazionati. Per i fornitori si arriva a un massimo di tre anni.

Tra le banche, per le quali sono previsti tempi anche più lunghi, sono coinvolti Ubi (Comindustria), Credito Bergamasco, Intesa Sanpaolo, Unicredit e Popolare di Sondrio. Tutti gli istituti di credito hanno aderito alla ristrutturazione del debito. Tra i fornitori l’adesione copre praticamente quasi la totalità del valore dei crediti commerciali.

L’omologa da parte del Tribunale, si sottolinea ancora dall’azienda, guidata dai cugini Paolo e Gregorio Magnetti, rispettivamente presidente e amministratore delegato, è la «pietra fondante del rilancio», premessa indispensabile per portare avanti il piano industriale che prevede un impegno da parte dei soci, tra gli 8 e i 9 milioni tra aumento di capitale, rinuncia a crediti e a prestiti obbligazionari, e sacrifici sul piano occupazionale. Si prevede di concentrare l’attività a Carvico e Palazzago. Si profilano 170-180 esuberi, i numeri esatti sono ancora da definire, su un organico di circa 360 persone.

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