Cresce il videogioco italiano Oltre 20 titoli alla Gamescom

Cresce il videogioco italiano
Oltre 20 titoli alla Gamescom

Quattordici team di sviluppo per oltre 20 videogiochi presenti alla Gamescom di Colonia, la più importante fiera del settore in Europa, a testimoniare la recente crescita dell’industria del gaming «made in Italy». Ma il gap con le altre grandi è ancora grande.

I videogiochi italiani sempre più internazionali. Con un giro d’affari di quasi 1,5 miliardi di euro nel 2017 l’industria dei videogiochi, in Italia, sta attraversando un periodo di grande positività ed evoluzione, e anche dal punto di vista della produzione il settore sta crescendo molto: attualmente ci sono oltre 120 studi di sviluppo italiani, di cui la maggior parte nati negli ultimi 3 anni. A confermare l’ottimo stato di salute del gaming tricolore la massiccia presenza di produttori e sviluppatori alla Gamescom di Colonia (Germania), la principale fiera europea di videogiochi, in programma in questi giorni (21- 25 agosto).

Come annunciato da Ministero dello Sviluppo Economico, Agenzia ICE e AESVI (associazione che rappresenta l’industria videoludica italiana), la delegazione italiana in quel di Colonia è composta da 14 studi di sviluppo che stanno mostrando al massiccio pubblico presente una collezione di oltre 20 titoli, realizzati per tutte le piattaforme di gioco presenti sul mercato: console, PC/Mac e dispositivi mobili. Le aziende, che hanno fatto rete e si sono riunite sotto l’egida del brand Games in Italy sono quindi presenti (per il quarto anno consecutivo) in un padiglione ad hoc, che si chiama – ovviamente – «Padiglione Italiano».

MotoGP18, ultima iterazione del titolo motoristico firmato Milestone

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Nello specifico, i team di sviluppo italiani presenti al padiglione italiano sono: 101%, Digital Tales, Forge Reply, Forge Studios, Indiegala, Invader Studios, LEAF Games & Software, MixedBag, Red Koi Box, Storm in a Teacup, Twin Wolves, Untold Games, Xplored e, ovviamente, “l’ammiraglia” Milestone, società milanese leader di settore nostrano, conosciuta in tutto il mondo per i suoi racing game (la serie MotoGp su tutti) che ha voluto fare squadra in nome del gaming italiano.

«Crediamo che l’industria dei videogiochi italiana abbia un potenziale di crescita molto significativo e possa arrivare a competere con i grandi player mondiali. Si tratta di un settore innovativo che integra tecnologia e creatività, con una forte vocazione internazionale - afferma Maria Ines Aronadio, Direttore dell’Ufficio di Coordinamento Promozione del Made in Italy di ICE Agenzia - Proprio per questo nei programmi promozionali della nostra Agenzia il settore ha assunto, in questi ultimi anni, una rilevanza in continua crescita sia in termini di numero di iniziative che di risorse finanziarie impegnate».

Nothing Ever Remains Obscure, interessantissima avventura grafica dei ragazzi di Storm in a Teacup, azienda nata nel 2014.

Nothing Ever Remains Obscure, interessantissima avventura grafica dei ragazzi di Storm in a Teacup, azienda nata nel 2014.

«Anche quest’anno lo stand Italia a Gamescom ospiterà un’ampia varietà di videogiochi prodotti da sviluppatori italiani - aggiunge Thalita Malago, Direttore Generale di AESVI - La nostra presenza alla fiera europea più importante del settore testimonia la fase di grande fermento che sta vivendo l’industria dei videogiochi in Italia, dopo un 2017 di grandi riconoscimenti per i nostri produttori a livello internazionale. Ci auguriamo che il settore possa continuare a crescere e a sperimentare nuove frontiere a livello di creatività e di tecnologia per lasciare un segno importante nello scenario competitivo globale».

La strada per la consacrazione del gaming made in Italy è però ancora molto lunga, e tutt’altro che in discesa: al momento l’Italia non compare infatti tra i paesi leader in questo settore, e se paragonata ad altre nazioni europee come Gran Bretagna o Francia il gap da colmare è ancora molto importante. Va però sottolineato che la maggior parte degli oltre 120 team di sviluppo italiani è entrata nel mercato solo negli ultimi tre anni; quindi il tempo è ancora dalla parte del gaming tricolore. Fondamentale l’internazionalizzazione: gli sviluppatori italiani guardano infatti più ai mercati esteri che a quello interno, e come destinatari dei loro prodotti ci sono Europa (93%), Nord America (83%), Asia (64%) e Sud America (58%).

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