A Stezzano un pitone abbandonato? Torna a casa (e festeggia il compleanno)

A Stezzano un pitone abbandonato?
Torna a casa (e festeggia il compleanno)

Una perquisizione domiciliare alla ricerca di una pistola (risultata essere solo una scacciacani), finita con il sequestro di un pitone considerato «abbandonato» perché il proprietario non era in casa. Ora, dopo circa un anno passato a Leolandia, il rettile potrà tornare nella sua teca a Stezzano.

Su richiesta dell’avvocato Manlio Zampetti, nei giorni scorsi il gip Marina Cavalleri ha infatti disposto il dissequestro del pitone. La vicenda inizia nella notte tra il 2 e il 3 settembre 2016. Il 53enne R. P., italiano incensurato, è disturbato dal baccano che alcuni giovani stanno facendo sotto la sua abitazione. Ci sarebbe stato un diverbio e poi l’uomo sarebbe sceso in piazza impugnando una scacciacani e una spranga. La scacciacani viene però scambiata per una pistola vera, e si parla anche di un colpo di pistola esploso a vuoto. I giovani sono fuggiti impauriti. In poco tempo arrivano i carabinieri della locale stazione, con i colleghi del nucleo operativo e radiomobile di Bergamo. A Stezzano, anche i vigili del fuoco che sfondano la porta dell’abitazione. La casa però era vuota. O meglio, l’italiano 53enne non c’era, ma viene trovato il pitone in una teca. E qui il rettile è rimasto fino a tre giorni dopo, quando le forze dell’ordine tornano insieme alle guardie forestali.

Era pieno giorno, e anche in quell’occasione il proprietario non era presente. Il pitone viene portato via e affidato in custodia temporanea al parco Leolandia, dove c’è un rettilario. In seguito alla chiusura delle indagini (per l’ipotesi di reato di minacce e porto di strumento atto a offendere) a carico dell’uomo, il suo avvocato chiede al pm il dissequestro del serpente. Una richiesta rigettata dalla Procura. L’avvocato Zampetti presenta quindi opposizione al gip che, nei giorni scorsi, ha accolto la richiesta che si fondava su due questioni principali: in primis, per il mantenimento del sequestro doveva esserci un rapporto con il presunto reato («ma questo nesso non c’era» ha ricordato il legale). E poi perché nelle motivazioni si parlava di abbandono mentre «il rettile si trovava in casa, dentro la sua teca», ha aggiunto l’avvocato Manlio Zampetti. Che, ieri, ha dato la buona notizia al suo assistito: il pitone tornerà a casa, dove potrà festeggiare il suo 18° compleanno.


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