Ecco il Parco avventura a Torre Boldone L’apertura è prevista a giugno - Foto

Ecco il Parco avventura a Torre Boldone
L’apertura è prevista a giugno - Foto

L’estate 2018 sarà quella del debutto per il «Parco avventura» di Torre Boldone. Nell’area, grande quasi un ettaro, di proprietà dell’Istituto Sordomuti, sono spuntate strutture che stanno incuriosendo molti.

È un’opera della società che già gestisce il Parco avventura alla Roncola e che sta realizzando un nuovo progetto nel Comune dell’hinterland. Non solo, saranno realizzati anche un parco giochi inclusivo e un anello pedonale lungo 600 metri, aperti a tutti. Il cantiere è entrato nel vivo e si riesce ad avere un’idea di come sarà il nuovo parco. Che nasce su un’area chiusa da 40 anni, a causa degli alti costi di gestione. Ma con la convenzione stretta dalla Fondazione Sordomuti e i gestori del Parco avventura, vivrà una nuova vita.

«Stiamo procedendo, puntiamo ad aprire ad inizio giugno – annuncia Marco Zanchi del Parco avventura – . Nei prossimi mesi i lavori saranno sui camminamenti interni e l’impiantistica. Andremo infine a realizzare una struttura per l’accoglienza dei visitatori. Sarà temporanea, purtroppo non abbiamo i tempi per realizzare quella definitiva, che sarà pronta per l’anno prossimo. Ma sono spazi necessari, anche per il deposito e la distribuzione delle attrezzature, per realizzarvi i bagni pubblici e collocare un bar-ristoro».

La prima parte, che è già stata realizzata, è l’ossatura del parco. E cioè i percorsi «avventura», che al momento sono nove: «Ci sono due percorsi dedicati ai bambini della scuola d’infanzia, quindi dai 3 ai 6 anni – illustra Zanchi –. Ci sono poi altri 4 percorsi pensati per i bambini sopra i 6 anni e le loro famiglie, dove i genitori possono accompagnare i loro figli. Questi percorsi sono stati realizzati sugli alberi naturali presenti nel parco. Ci sono poi altri tre percorsi realizzati su strutture artificiali alte 12 metri, dedicate agli adulti».

Approfondisci di più l’argomento acquistando a 0.99 euro la copia digitale de L’Eco di Bergamo del 24 gennaio 2018

© RIPRODUZIONE RISERVATA