Martedì 27 Novembre 2012

Romanzo di filologia
di Paolo Cesaretti

«Storia di Barlaam e Ioasaf - La Vita bizantina del Buddha» è il titolo di una pubblicazione (di anonimo) edita da Einaudi, curata da Paolo Cesaretti, docente al dipartimento di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Bergamo, titolare dei corsi di Civiltà bizantina e Storia romana.

Capofila di tutte le storie cristianizzate del Buddha, questo testo bizantino degli anni intorno al Mille ha una genesi affascinante tra il Caucaso e il Monte Athos, in un intreccio di lingue, culture e religioni diverse.

A questo proposito l'introduzione di Silvia Ronchey è un avvincente «romanzo di filologia » che mostra come lo studio della tradizione dei testi possa toccare il cuore degli snodi culturali e, in questo caso, degli intricati rapporti fra Occidente e Oriente. La Storia di Barlaam e Ioasaf racconta di un principe indiano che, grazie agli insegnamenti di un anacoreta, fugge dal palazzo dove il padre l'ha rinchiuso per proteggerlo dai mali del mondo, abbandona il destino regale e avvia il suo percorso mistico-eremitico. Che la storia ricalcasse quella del Buddha se ne erano accorti già gli studiosi di fine Ottocento, ma la matassa dei passaggi e delle mediazioni è stata dipanata solo in anni recenti, anche grazie all'edizione critica pubblicata da Robert Volk nel 2009.

Basandosi sul suo testo e sui suoi apparati, Paolo Cesaretti consegna ai lettori una puntuale revisione della traduzione (di entrambi i curatori) e una ristrutturazione delle note e degli indici, che completano l'informazione aggiornata sull'insieme dell'opera fornita nel saggio introduttivo. Tutto questo rinnova profondamente l'edizione firmata dai due studiosi nel 1980. Si possono cosí apprezzare appieno per la prima volta sia le qualità narrative del testo sia la ricchezza allusivo-sapienziale delle parabole incastonate nel racconto, che hanno affascinato e influenzato molti scrittori nel corso dei secoli, da Iacopo da Varazze a Boccaccio, da Shakespeare a Tolstoj.


Dall'introduzione di Silvia Ronchey
«C'è un personaggio singolare, in questo libro, cui viene dato il nome di Guaritore dei Discorsi. Quando nella discussione si profila un dissidio insanabile, un'aporia, questo terapeuta (therapeutes) interviene a sanarne i termini: a curare i tranelli delle domande, prima ancora che le risposte, per far uscire il discorso dall'impasse in cui è caduto e guarire il dialogo malato, evitando il degenerare dei conflitti. Anche questo libro guarisce. Cura, ad esempio, i nostri discorsi sul presunto scontro di civiltà che dalla fine del XX secolo, dopo la caduta dei due imperi eredi di Bisanzio - l'impero ottomano all'inizio del Novecento, quello zarista, poi sovietico, alla sua fine -, sembra dominare il mondo attuale. (...) Il Barlaam e Ioasaf, non solo con la sua storia ma già nella storia della sua storia, cura la nostra logica. Il monstrum interconfessionale che ci consegna è l'epifania di un passato che garantisce la composizione degli scontri. Un passato bizantino fatto di ortodossia, ma anche di convivenza e mediazione religiosa, che col suo stesso esistere ci ricorda come tra civiltà siano invece possibili, spesso, degli incontri». .


Anonimo
Storia di Barlaam e Ioasaf
La Vita bizantina del Buddha
2012 Nuova Universale Einaudi
pp. CXXVI - 314 € 35,00
A cura di Paolo Cesaretti  e Silvia Ronchey

e.roncalli

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