Il senso della perdita e il legame padre-figlio nel libro di Roberto Locatelli

Il rapporto fra padre e figlio, l’amore, il significato della perdita di un proprio caro. È un romanzo intriso di sentimenti quello di Roberto Locatelli dal titolo «Per sempre» uscito con i tipi di Leone Editore e distribuito in libreria e online (Amazon, Mondadoristore, Feltrinelli, Hoepli, Ibs, Unilibro, Libreriauniversitaria).

Per Locatelli, bergamasco di Calusco, una laurea in Scienze politiche si tratta del terzo romanzo. Benché la sua occupazione sia presso un istituto di credito, la passione per la scrittura l’ha nel sangue. Nel 2010 ha pubblicato il libro «Il sangue degli innocenti. I genocidi del Novecento» con il quale ha ricevuto il premio speciale intitolato ad «Ambrogio da Paullo» in occasione della X edizione del Premio Letterario Internazionale «Lago Gerundo». Mentre «Non è un paese per giovani» (Montedit) è la sua seconda fatica letteraria.

«Per sempre» trae in parte spunto da una riflessione fatta dall’autore diversi anni fa quando trascorse giorni di degenza con il figlio in ospedale, ricoverato per una polmonite bilaterale . Lì ha riflettuto sul significato della perdita. Ma c’è stato un periodo di gestazione e inizialmente era un racconto che aveva ricevuto un paio menzioni dalla giuria dei concorsi per scritti brevi.

«Scavando nel rapporto tra un padre e un figlio emerge soprattutto la fragilità umana del primo - spiega Locatelli -. Dal sentirsi inadeguati al prendere coscienza del proprio ruolo, in un continuo mettersi in discussione». E l’augurio è che questo romanzo possa regalare ai lettori qualche ora di emozioni, ma anche profonde riflessioni.

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