Giovedì 17 Novembre 2011

Malattia di Parkinson
malati in aumento

Aumentano di anno in anno i malati di Parkinson nella Bergamasca, un dato spiegabile con l'invecchiamento della popolazione. A Bergamo sono 2.425 i pazienti affetti da questo disturbo del sistema nervoso, con 295 casi nuovi all'anno.

Nella grande maggioranza dei casi si tratta di anziani: di norma i primi sintomi si notano intorno ai 60 anni ma solo successivamente diventano molto invalidanti. I giovani colpiti sono poco più dell'uno per cento, a Bergamo si contano solo 29 casi tra i 30 e i 49 anni.

«Grazie all'evoluzione della terapia farmacologica il Parkinson non limita l'aspettativa di vita del paziente - ha spiegato il neurologo degli Ospedali Riuniti Bruno Ferraro -, l'ambizione è di garantire la qualità dell'esistenza, dal momento che la malattia dura molti anni, se non decenni».

Circa il 40-60% dei pazienti soffre di disabilità che limitano in modo significativo le attività della vita quotidiana, rendendo difficile camminare, afferrare gli oggetti, compiere i gesti più spontanei. In Italia la presenza del Parkinson tra la popolazione varia molto da zona a zona: si passa da un minimo di 65 malati ogni 100mila abitanti a un massimo di 260, a Bergamo se ne riscontrano 235, con variazioni anche significative all'interno del territorio.

Le aree più «a rischio» sono quelle montane e, in parte, quella metropolitana. «Si tratta di un dato in larga parte spiegabile con l'età media dalla popolazione - ha chiarito l'epidemiologo dell'Asl, Alberto Zucchi -, ma non si esclude che possa esserci una predisposizione genetica, specie in alcune zone molto chiuse della Val Imagna, oppure una causa ambientale. Secondo alcuni studi un'esposizione a particolari sostanze, come i pesticidi, potrebbe avere un'influenza, ma è sempre molto difficile capire qual è l'origine di una malattia multifattoriale come il Parkinson».

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m.sanfilippo

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