Martedì 21 Agosto 2012

Quando l'acqua
nuoce alle orecchie

La festa in piscina era stata bellissima. Carlo e i suoi amici avevano mangiato, ascoltato musica, e, naturalmente, passato molto tempo in acqua. Due notti dopo, Carlo si svegliò con un forte dolore all'orecchio. Si ricordò che da ragazzino aveva avuto tante otiti, ma questa volta era diverso. Il dolore al padiglione auricolare era così intenso che non poteva nemmeno riposare appoggiando la testa sul cuscino. Si chiese se avesse qualcosa a che fare con l'acqua che era rimasta bloccata nell'orecchio dopo il nuoto; aveva ragione. Carlo aveva un tipo di infezione dell'orecchio comunemente nota come otite del nuotatore o otite esterna.

Che cosa è l'otite esterna? «L'otite esterna - risponde Filippo Barucca, otorinolaringoiatra di Humanitas (sia a Rozzano sia in Gavazzeni a Bergamo - è un'infezione del condotto uditivo (l'apertura tubolare che porta i suoni provenienti dall'esterno al timpano) che può essere causata da diversi tipi di batteri (quali Escherichia coli, Pseudomonas aeruginosa e Staphylococcus aureus) o funghi. Di solito si sviluppa in adolescenti e giovani adulti le cui orecchie sono esposte in modo persistente a eccessiva umidità. Le persone che si ammalano di otite esterna sono quelle che effettuano immersioni frequenti o prolungate o nuotano per lunghi periodi di tempo. Questo, in associazione alla carica batterica dell'ambiente acquatico, può portare i microorganismi infettivi direttamente nel condotto uditivo. L'otite esterna si verifica più spesso durante i mesi estivi, quando più persone partecipano alle attività acquatiche. Il nuoto e l'esposizione ad ambienti umidi non sono le uniche condizioni che possono portare allo sviluppo dell'otite esterna: infatti le lesioni della pelle del condotto uditivo causate dai tentativi di pulizia delle orecchie sono un'altra causa molto frequente. La cute che riveste il canale auricolare è infatti molto sottile e delicata, come un velo, e basta un minimo traumatismo per creare una soluzione di continuo con l'esterno e permettere a batteri e funghi di penetrare la barriera cutanea e causare una spiacevole infezione. Ciò è particolarmente rischioso e frequente se per pulire le orecchie si usano bastoncini di cotone o piccoli oggetti pericolosamente taglienti, come fermagli o mollette. Altre volte invece lo sviluppo di un'otite esterna può essere secondaria ad una infezione dell'orecchio medio (otite media acuta), a causa dello scolo purulento che, defluendo nel condotto uditivo da una perforazione del timpano, genera l'infezione. Anche i pazienti con patologie della pelle come ad esempio le dermatiti eczematose, i pazienti immunodepressi, e soprattutto gli anziani con malattie croniche come diabete e patologie della microcircolazione possono essere frequnetemente colpiti da questa fastidiosa patologia».

Quali sono i segni e sintomi di otite esterna? «Il sintomo principale dell'otite esterna è il dolore all'orecchio, di grado variabile generalmente intenso, che peggiora quando il padiglione auricolare, o parte esterna dell'orecchio, viene stirato o schiacciato. A volte, prima che inizi il dolore, è presente prurito nel condotto uditivo. L'orecchio esterno può diventare gonfio o arrossato e caldo al tatto, e possono anche gonfiarsi dei linfonodi intorno all'orecchio. Si può anche osservare uno scolo di pus verde-giallo dall'apertura del condotto. Spesso compare anche ipoacusia (sentire meno) a carico dell'orecchio interessato, se il gonfiore del canale o il pus bloccano il passaggio dei suono nell'orecchio. Più rara è la febbre che comunque può accompagnare questa patologia. Generelamente il dolore all'orecchio e l'otite esterna, spesso a seguito di un episodio di immersione o contatto con l'acqua, si sviluppano gradualmente nel corso di diverse ore o pochi giorni».

Si possono prevenire le otiti esterne? «Per cercare di prevenire l'otite esterna, durante il bagno o il nuoto si può evitare di fare entrare acqua nelle orecchie utilizzando tappi modellabili in silicone. È buona norma asciugare bene le orecchie con un asciugamano pulito dopo il nuoto, il bagno o la doccia. Tenere ben alla larga dai vostri condotti auricolari qualchiasi strumento tra cui bastoncini di cotone, forcine per capelli e qualsiasi altra cosa materializzi la vostra immaginazione!».

Quanto tempo dura? «Se diagnosticata in tempo e trattata in modo adeguato con gocce auricolari medicate idonee, un episodio di otite esterna di lieve-media entità, potrà risolversi in pochi giorni senza conseguenze. Per le infezioni più severe le gocce potrebbero non bastare, necessitando quindi un trattamento con farmaci per bocca per almeno 7-10 giorni. Nei pazienti più anziani e diabetici l'otite esterna può occasionalmente progredire e complicarsi in otite esterna (maligna) necrotizzante, caratterizzata da osteomielite dell'osso temporale, condizione clinica potenzialmente pericolosa per la vita. Il dolore all'orecchio, quasi sempre presente, può persistere anche nelle prime 12-24 ore dopo l'inizio del trattamento. Trascorso tale termine, il dolore dovrebbe diminuire e poi svanire. Per almeno tutta la durata della cura e fino a guarigione avvenuta sarà importante non bagnare l'orecchio interessato. L'otite esterna non è contagiosa, quindi non c'è bisogno di limitare il contatto con gli amici, purché ci si senta abbastanza bene per socializzare».

Quando rivolgersi allo specialista? «Può essere utile una precisa valutazione dell'obbiettività otologica se avete uno dei seguenti sintomi: dolore auricolare, con o senza febbre; prurito persistente all'orecchio o nel condotto uditivo; diminuzione o perdita dell'udito ad una o entrambe le orecchie; comparsa di otorrea (fuoriuscita di liquido dall'orecchio), soprattutto rosata (presenza di sangue) o fetida e maleodorante».

a.ceresoli

© riproduzione riservata

Tags