Mercoledì 30 Gennaio 2013

Epatite C
Occhio ai tatuaggi

Anche i tatuaggi potrebbero essere iscritti nel "registro degli indagati" tra le cause dell'epatite C: uno studio Usa condotto da Fritz Francois della New York University Langone Medical Center dimostra infatti che tra i tatuati il virus è molto più diffuso che non tra la popolazione generale; più precisamente la probabilità che una persona con epatite C abbia fatto un tatuaggio è quattro volte più elevata che non quella di una persona sana.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Hepatology, avvalora l'ipotesi che i tatuaggi, se fatti da persone non esperte che non rispettano le norme igieniche e di sicurezza, siano un veicolo di trasmissione dell'epatite C.
Con oltre un milione di malati, l'Italia è il Paese europeo con più casi di infezione da epatite C, malattia del fegato causata dal virus Hcv che, se non bloccato tempestivamente, può portare a complicanze quali la cirrosi e il tumore epatico.

E sempre l'Italia è un paese in cui i tatuaggi riscuotono moltissimo successo; si stima che circa in milione e mezzo di italiani siano tatuati. Ad entrare in un centro per tatuaggi, sette volte su dieci sono gli uomini, soprattutto i giovani tra i 25 e i 35 anni e la zona preferita da disegnare è la spalla, perchè meno sensibile al dolore.

Arte del corpo per gli amanti, i tatuaggi sono spesso additati come pericolosi per la salute: nell'ultimo quinquennio le reazioni allergiche ai coloranti usati per i tatuaggi sono raddoppiate e sono cresciute anche le reazioni causate dai tatuaggi semipermanenti, come quelli a base di hennè, secondo uno studio di un pool di esperti dell'Istituto Superiore di Sanità e dell'Istituto Dermatologico San Gallicano di Roma.

Prima le principali fonti di infezione dell'epatite C erano le trasfusioni di sangue (prima che si conoscesse il virus) e lo scambio di siringhe tra tossicodipendenti. Adesso si aggiungono anche i tatuaggi alla lista dei possibili colpevoli.

Gli esperti Usa hanno chiesto a quasi 2000 persone di dire se avessero tatuaggi e se avessero qualche infezione. È emerso che il 34% dei soggetti con epatite C aveva almeno un tatuaggio contro il 12% delle persone sane. Lo studio non permette di individuare un rapporto causale tra tatuaggio ed epatite ma sicuramente mette in luce tale possibilità. Come evitarlo? Anche senza demonizzare la mania della "body art", l'importante è rivolgersi a professionisti che rispettano le norme igieniche, usano pigmenti controllati per il disegno, indossano guanti, lavorano in un ambiente pulito e utilizzano aghi usa e getta per tatuare.

a.ceresoli

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