Martedì 20 Agosto 2013

Gli occhialini 3D
Non sotto i 6 anni

Prima che il fenomeno delle tv domestiche tridimensionali diventi di massa, sulla spinta dei nuovi canali, dei giochi e della diminuzione dei prezzi che già comincia a interessare il settore, meglio dotarsi di indicazioni e misure precauzionali soprattutto sull'uso dei "famigerati" occhialini, che sin dalla loro comparsa al cinema hanno diviso gli esperti sull'eventuale pericolosità.

Le linee guida per il "bugiardino" di questi dispositivi sono state appena pubblicate dai ministeri della Salute e dello Sviluppo Economico, e contengono tra le altre cose l'indicazione, elaborata dal Consiglio Superiore di Sanità e condivisa dai produttori, che sconsiglia l'uso degli occhiali sotto i sei anni.

"L'utilizzo di occhiali 3D in ambito domestico per la visione di spettacoli televisivi - precisa il documento - è controindicato per i bambini al di sotto dei 6 anni di età; per i soggetti dai 6 anni fino al l'età adulta, deve essere limitato alla visione per un tempo massimo orientativamente pari a quello della durata di uno spettacolo cinematografico; la medesima limitazione temporale è consigliata anche agli adulti; deve essere limitato esclusivamente alla visione dei contenuti in 3D".

Gli occhialini devono essere disinfettati se li usano più persone o se l'utilizzatore ha qualche infezione, devono essere tenuti lontano dai bambini se hanno parti piccole e vanno indossati sopra gli occhiali o le lenti se si hanno difetti visivi. Come ogni "bugiardino" che si rispetti il foglio con le indicazioni, che dovrà essere in testa alle istruzioni entro sei mesi, presenta anche i possibili effetti collaterali dell'utilizzo. "È opportuno interrompere la visione in 3D in caso di comparsa di disturbi agli occhi o di malessere generale - si legge nella circolare - e, nell'eventualità di una persistenza degli stessi, di consultare un medico".

La limitazione degli occhiali ai maggiori di sei anni è più severa di quella imposta agli occhiali 3D che invece si usano nei cinema, che il Tar del Lazio lo scorso anno ha abbassato invece a tre. Nonostante le segnalazioni di persone che si sono sentite male durante o dopo l'utilizzo gli occhiali, sia da casa che da grande schermo, sono stati invece "assolti" da una consensus conference della Società Oftalmologica Italiana (Soi), secondo cui i problemi riguardano una piccola percentuale di persone ipersensibili, mentre la maggioranza dei soggetti può usarli tranquillamente.

a.ceresoli

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