Mercoledì 02 Ottobre 2013

Sclerosi multipla
Dati allarmanti

I dati sono allarmanti: l'incidenza della Sclerosi multipla (Sm) è aumentata del 9,5% su scala globale e il numero stimato delle persone con Sm nel mondo è aumentato a 2,3 milioni (il 9,5% in più, appunto, rispetto all'indagine 2008).

A rilevarlo è Atlas, la più vasta indagine mondiale sulla malattia, pubblicata dalla Federazione Internazionale Sclerosi Multipla (Msif) e presentata al 29° Congresso europeo Ectrims sul trattamento e la cura della Sclerosi multipla, che si è aperto a Copenaghen.

Il nuovo «Atlante» fornisce anche i dati sulla prevalenza di tale patologia nei bambini: fino al 5% delle persone con Sm sviluppa la malattia prima dei 18 anni. Si conferma, inoltre, che le donne hanno una probabilità due-tre volte più alta di ammalarsi di Sm rispetto agli uomini.

Da Atlas, però, emerge pure che il numero di neurologi in tutto il mondo è aumentato del 30% e la fornitura di apparecchiature di risonanza magnetica, che sono fondamentali per la diagnosi precoce e il trattamento della malattia, è raddoppiata negli ultimi 5 anni nei paesi emergenti. L'indagine mondiale rileva poi che le terapie sono in parte o interamente finanziate dai governi nel 96% dei paesi ad alto reddito, ma il finanziamento scende a zero nei paesi a basso reddito.

A fronte dei nuovi dati «si chiede più ricerca scientifica per vincere la malattia e dare qualità di vita alle persone con Sm, e si chiede di rendere i trattamenti più accessibili a tutti», commenta Mario Alberto Battaglia, vice presidente Msif e presidente della Fondazione dell'Associazione Italiana Sclerosi Multipla.

A sottolineare l'importanza di Atlas quale nuovo strumento di analisi anche a disposizione delle istituzioni è Alan Thompson, direttore dell'Istituto di Neurologia di Londra e presidente dell'International Medical and Scientific Board della Msif: «Catturare l'enormità dell'impatto globale della Sm in modo chiaro e preciso - afferma - è essenziale se vogliamo migliorare la gestione della malattia e ridurre la disabilità».

L'Atlante 2013 invita infatti istituzioni, operatori e organizzazioni ad utilizzare i dati più recenti per garantire una migliore diagnosi e raccomanda che i trattamenti e le informazioni siano a disposizione di tutti.

m.sanfilippo

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