Lunedì 01 Dicembre 2008

Sla, i primi test sull’uomo con le staminali entro il 2009

Potrebbero partire entro il prossimo anno in Italia i primi test sull’uomo per la cura della sclerosi laterale amiotrofica, la Sla, basati sull’uso di cellule staminali. Questo è quanto annunciato da Angelo Vescovi, professore di biologia cellulare, dipartimento di biotecnologie e bioscienze dell’università Bicocca e dell’Ospedale Niguarda Cà Granda di Milano, direttore della banca di cellule staminali cerebrali di Terni, nel corso del congresso tenutosi a Roma presso l’Istituto Superiore di Sanità ed organizzato da Neurothon Onlus-associazione per la ricerca sulle malattie neurodegenerative, in collaborazione con lo stesso Vescovi e con la dottoressa Letizia Mazzini, neurologo della clinica neurologica dell’Università del Piemonte Orientale e dell’Ospedale Maggiore della Carità di Novara.
Per la prima volta viene affrontato il problema dell’applicazione clinica delle cellule staminali. Clinici e ricercatori di tutto il mondo si sono riuniti per confrontare le proprie conoscenze e le proprie esperienze per giungere ad un passo molto importante "che tutti noi attendiamo - spiega Vescovi - e per il quale da anni stiamo lavorando: il passaggio dal laboratorio alla sperimentazione clinica che pensiamo di poter intraprendere entro il 2009, recuperando i ritardi finora accumulati". Il test, in fase uno, è previsto su dieci pazienti e molto probabilmente avverrà a Terni, in modo che gli interventi avvengano vicino alla banca delle staminali cerebrali, e sarà condotta in collaborazione con i due centri milanesi nei quali lavora Vescovi, e le università del Piemonte Orientale di Padova.
L’incontro "La ricerca sulle cellule staminali nella Sla: dal laboratorio alla sperimentazione clinica" ha visto la partecipazione di esperti, clinici e ricercatori internazionali a per confrontarsi sullo stato della ricerca e sullo sviluppo delle terapie sperimentali in grado di contrastare la Sla, che colpisce oltre 500.000 persone nel mondo e 7.000 solo in Italia.
Testimone della giornata, uno degli attori più amati del cinema italiano, Raoul Bova che ha lanciato un appello a favore della raccolta di fondi per il sostegno della ricerca. "Credo nella ricerca e nei ricercatori, a cui voglio dare tutto il mio sostegno - ha detto Raoul Bova - Mi sento vicino ai malati, perché ho amici e persone care colpite da malattie neurodegenerative, come la Sclerosi Laterale Amiotrofica, il Parkinson e l’Alzheimer, che possono colpire inaspettatamente da un momento all’altro e questa è una cosa che impressiona".

(01/12/2008)

a.ceresoli

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