Lunedì 24 Agosto 2009

C'è l'ossicolesterolo
È il più cattivo

Si chiama «ossicolesterolo»: è un tipo di colesterolo del tutto nuovo, appena scoperto dagli scienziati della Chinese University di Hong Kong e, secondo quanto hanno riferito al 238° incontro nazionale dell'American Chemical Society, questo colesterolo «del terzo tipo», sarebbe ancora più «cattivo» e pericoloso di LDL (Lipoproteine a bassa densità), tanto da costituire una seria minaccia per l'apparato cardiovascolare.

Ne sono ricchi i cibi fritti, alimenti industriali e quelli sfornati dai fast food. Stando a quanto ha detto ai suoi colleghi Zhen-Yu Chen, presentando la sua ricerca, «questo tipo di colesterolo non deve essere sottovalutato. Il nostro lavoro ha dimostrato - ha spiegato - che l'ossicolesterolo fa alzare i livelli di colesterolo totale e favorisce l'instaurarsi dell'aterosclerosi, l'indurimento delle arterie, molto più di quanto faccia il colesterolo non ossidato».

In questo primo studio, è emerso, è stata dedicata particolare attenzione ai possibili danni che questo colesterolo può indurre nel Dna e nelle cellule.

La speranza degli scienziati è che questa scoperta faccia nascere consapevolezza tra la gente e i medici su questa nuova minaccia alla salute, in modo da evitare alimenti che contengono queste sostanze e che, invece, vengano scelti cibi utili a combattere gli effetti dell'ossicolesterolo. Ad esempio evitare cibi industriali troppo lavorati o i fritti e mangiare frutta, verdura fresca e alimenti che contengono antiossidanti naturali.

Anche se se ne sa ancora poco di questo tipo di colesterolo, gli addetti ai lavori, sapevano da anni che l'ossidazione dei grassi (dovuta alla reazione grassi- ossigeno) produce l'ossicolesterolo nell'organismo. L'ossidazione avviene, per fare un esempio, quando i cibi con contenuto di grassi vengono cotti, come il pollo fritto o la carne o gli hamburgher ai ferri. Dal canto loro le industrie alimentari producono intenzionalmente l'ossicolesterolo, sottoforma di oli ossidati e oli vegetali idrogenati, che quando vengono aggiunti danno più sapore e gusto agli alimenti e li stabilizzano. I risultati dello studio come ha precisato Chen si basano su una sperimentazione condotta su due gruppi di criceti: uno alimentato per un certo periodo di tempo con cibi ricchi di ossicolesterolo e un altro gruppo di controllo che, invece, aveva ricevuto alimenti contenenti colesterolo non ossidato. Alla fine si è visto che nei criceti del primo gruppo, i livelli di colesterolo nel sangue erano aumentati del 22% rispetto al gruppo al quale erano stati somministrati cibi con colesterolo non ossidato. «Un grande pericolo per le arterie - ha detto Chen - perché l'ossicolesterolo alla lunga blocca le arterie con dei veri e propri tappi, e cioè con depositi di grasso sulle loro pareti. Le cosiddette placche aterosclerotiche che provocano ictus e infarto».

La raccomandazione è, dunque, di evitare cibi a rischio e scegliere quelli freschi come frutta, verdura e cereali, ma anche le noci e semi in genere. Importante: «Non sappiamo se i farmaci anticolesterolo, le statine, sono in grado di abbassare l'ossicolesterolo», ha concluso Chen.

a.ceresoli

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