Anche una topografia corneale per una corretta diagnosi di cheratocono

Anche una topografia corneale
per una corretta diagnosi di cheratocono

Quando un bambino ha una riduzione visiva è opportuno abbinare all’esame della vista una topografia corneale per verificare eventuali presenze di cheratocono, malattia degenerativa che determina una deformazione ed un assottigliamento progressivo della cornea e costituisce la causa più frequente di trapianto di cornea.

Questo il messaggio che lancia in un’intervista a Italpress Severino Fruscella, Segretario della Società Italiana Trapianto di Cornea, in occasione del XIX Congresso Nazionale della Sitrac svoltosi a Roma.

«Il cheratocono - chiarisce Fruscella - colpisce una persona su 2000. Generalmente insorge tra i 10 e i 20 anni. Questa, però, è anche l’età di insorgenza della miopia e di altre malattie per cui i bambini cominciano a vedere male. Proprio perché si pensa alla miopia scolare, normalmente si fa solo un esame della vista, a volte effettuato non da un oculista, ma da un ottico, prendendo sottogamba il fenomeno. Il solo modo per diagnosticare il cheratocono è, invece, attraverso una topografia o mappa corneale. Questa è una vera e propria fotografia della cornea che permette di vedere il cheratocono nella sua fase iniziale, in cui è possibile intervenire con un trattamento, cross-linking, un trattamento di rinforzo che si può effettuare anche in età pediatrica».

«Il cheratocono - prosegue Severino Fruscella, Segretario Sitrac - è una malattia degenerativa della cornea che, fino ad alcuni anni fa, prima dell’avvento del cross-linking, era la causa più frequente che portava al trapianto. Ha un carattere evolutivo, e comporta una deformazione irregolare della cornea con progressiva riduzione del visus. E’ bene sottolineare l’importanza della diagnosi precoce, perché il trattamento di cross-linking blocca l’evoluzione del cheratocono, ma non è in grado di ripristinare la normale anatomia della cornea. Oggi l’oculistica - prosegue Fruscella - si avvale di tecniche diagnostiche molto sofisticate. In particolare per il cheratocono, l’esame della topografia corneale è in grado di evidenziare la malattia anche negli stadi molto iniziali in cui la vista è ancora normale».

Attraverso il trattamento di rinforzo della cornea, il «cross-linking», la cornea viene imbibita di una sostanza, la riboflavina, poi attivata con un trattamento laser. Questo trattamento blocca l’evoluzione del cheratocono.


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