È arriva l’influenza
Molti i bimbi a letto

La stagione influenzale è iniziata, ma non ha ancora raggiunto la fase epidemica nè il suo picco. Per ora i dati mostrano un andamento in linea con le passate stagioni e che non destano preoccupazioni.

La stagione influenzale è iniziata, ma non ha ancora raggiunto la fase epidemica nè il suo picco. Per ora i dati mostrano un andamento in linea con le passate stagioni e che non destano preoccupazioni.

Nell’ultima settimana, dal 9 al 15 dicembre, sono stati 92mila gli italiani colpiti da sindrome influenzale. In totale, da quando è iniziata la sorveglianza influenzale con i medici sentinella, quasi mezzo milione di italiani, per la precisione 455mila, è stato messo a letto dall’influenza.

Secondo il bollettino settimanale Influnet dell’Istituto superiore di sanità (Iss), basato sui dati inviati dai 727 medici sentinella, l’incidenza in quest’ultima settimana è stata pari a 1,56 casi per mille assistiti. I più colpiti, come avvenuto anche nella passata stagione, sono stati i bambini tra i 0 e 4 anni, con 4,82 casi ogni 1000 assistiti, cui seguono quelli nella fascia di età tra i 5 e 14 anni, con 2,06 casi.

Più bassi i valori registrati nelle fasce più adulte della popolazione: tra i 15 e 64 anni infatti l’incidenza è stata di 1,43 casi ogni mille e tra gli over 65 di 0,60 casi per mille assistiti. L’attività del virus è dunque ai livelli di base, come nelle precedenti stagioni influenzali, in quasi tutte le regioni italiane. In alcune regioni l’aumento dell’incidenza totale è stato alimentato soprattutto dal crescente numero di casi osservato nella classe di età pediatrica, come in Piemonte, la provincia autonoma di Trento, l’Emilia Romagna e la Basilicata.

“La situazione è ancora tranquilla - spiega Stefania Salmaso, direttore del Centro di epidemiologia e sorveglianza dell’Iss - Il grosso dell’epidemia di solito arriva a cavallo tra Natale e Capodanno o a gennaio, per poi raggiungere la fase di picco epidemico tra gennaio e febbraio”. Ma al momento “siamo tranquilli - continua Salmaso - e ancora non siamo in fase epidemica”, che si verifica quando l’incidenza è superiore a 2 casi ogni mille assistiti. Attualmente invece il dato è di 1,56 casi ogni mille. “Siamo dunque nella norma - conclude - allo stato attuale, anche se non è possibile fare previsioni. Non abbiamo comunque avuto finora segnalazioni di complicazioni o casi gravi”. (ANSA).

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