I nemici del fegato restano fumo e alcol

I nemici del fegato
restano fumo e alcol

Il cancro che colpisce quest’organo è una delle malattie più frequenti nei Paesi industrializzati

Il tumore del fegato è una delle patologie più frequenti in tutti i Paesi industrializzati, rappresentando nel nostro Paese il quarto tumore più frequente, come mortalità, nel genere maschile, con un andamento dell’incidenza che, nel tempo, ha visto una riduzione significativa solo a partire dalla metà degli Anni ’90.

I fattori di rischio

Numerosi studi scientifici hanno evidenziato come oltre il 70 per cento dei casi di tumori primitivi del fegato sia riconducibile a fattori di rischio noti, collegabili sostanzialmente alla prevalenza dell’infezione da virus dell’epatite C (HCV) e dell’epatite B (HBV); ulteriori fattori di rischio, meno frequenti, sono rappresentati dalle aflatossine micotossine prodotte da specie fungine, ed a rischio di assunzione con l’alimentazione da alimenti - in particolare granaglie - mal conservati, dall’emocromatosi, dal deficit di α-1-antitripsina, dall’obesità (specie se complicata da presenza di diabete), dalla steatoepatite non alcolica, dal tabacco - recentemente riconosciuto tra i fattori di rischio – e, soprattutto, dall’abuso di bevande alcoliche, cui è attribuibile un terzo dei tumori del fegato.

Lo screening dei pazienti a rischio

Nella pratica clinica è diffuso lo screening di pazienti ad alto rischio (infezione cronica da HBV o HCV, epatopatia alcolica) con ecografia e/o dosaggio dell’alfa-fetoproteina. Al momento, la riduzione della mortalità è correlata alle misure di controllo dell’infezione virale, attraverso l’impiego del vaccino per l’HBV e le misure preventive per l’HCV, che comprendono lo screening sistematico del sangue e degli emoderivati, degli organi e tessuti donati, oltre alle opportune misure di controllo durante tutte le procedure mediche, chirurgiche e odontoiatriche.

Il tumore del fegato

«Il convegno del 2 dicembre – sottolinea il dottor Alberto Zucchi, direttore del Servizio epidemiologico dell’Ats Bergamo – vuole affrontare in modo ampio la problematica del tumore del fegato, analizzandola tanto dal punto di vista epidemiologico quanto sotto l’aspetto clinico-terapeutico. In provincia di Bergamo il tumore del fegato rappresenta un’importante criticità, tanto da porre la nostra realtà a livelli di incidenza e mortalità significativamente elevati, sia rispetto al resto dell’ambito regionale che rispetto al resto della penisola. Il nostro territorio si colloca infatti al quinto posto tra i maschi come tumore più frequente in termini di incidenza, e al secondo posto, sempre nel genere maschile, tra i tumori più frequenti in termini di mortalità. Per tali motivazioni, risulta essenziale per la sanità pubblica affrontare sistematicamente e con un solido approccio scientifico-epidemiologico tali argomenti».

Medici ed esperti a confronto

Nel convegno del 2 dicembre, organizzato dal Servizio Epidemiologico dell’Ats Bergamo, verrà affrontata la problematica del tumore del fegato con interventi di esperti medici e ricercatori dell’argomento. Sarà inoltre presentata per la prima volta un’analisi epidemiologica congiunta della realtà bergamasca e bresciana - entrambe caratterizzate da un’alta incidenza e mortalità per questa patologia -; si approfondiranno successivamente le potenzialità del registro tumori come strumento di ausilio all’ottimizzazione del percorso diagnostico terapeutico per questa patologia, non dimenticando le tematiche relative alle novità terapeutiche farmacologiche, l’importanza dell’anatomia patologica come fondamento per un corretto approccio terapeutico, il ruolo della chirurgia e delle tecniche di terapia ablative. Un convegno su questa tematica risulta particolarmente importante, sia per rafforzare la rete provinciale di chi si occupa di questa patologia, sia per migliorare la prevenzione primaria. Per informazioni e iscrizioni è possibile visitare il sito ats-bg.it o contattare la segreteria organizzativa (telefono: 035/385247 e-mail: [email protected] )


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