Il cioccolato
sui bijoux

È golosissima di cioccolato, va pazza se è fondente e soprattutto amaro, ma quello che «cucina» lei non si può mangiare. A vedere i suoi pasticcini, quei biscottini a forma di cuore, le crostatine e le sue torte multistrato, l'acquolina sale inevitabilmente.

Il cioccolato sui bijoux

È golosissima di cioccolato, va pazza se è fondente e soprattutto amaro, ma quello che «cucina» lei non si può mangiare. A vedere i suoi pasticcini, quei biscottini a forma di cuore, le crostatine e le sue torte multistrato, l'acquolina sale inevitabilmente.

Ma questi dolcetti così bon-ton sono solo da indossare. Chiara Murtas, 28 anni di Osio Sotto, è un spirito libero e una ragazza dalla grande creatività. Una tipetta decisa, curiosa e solare. Ma anche dolce come i suoi ciondoli. Nella vita fa tante cose e una di queste è proprio quella di creare gioielli, anche se per mantenersi - con le torte, è il caso di dirlo, in questo caso non si mangia - al momento fa l'educatrice in una scuola dell'infanzia della provincia bergamasca mentre studia Scienze della Formazione primaria a Milano per essere così abilitata all'insegnamento.

Lavoro, università e una passione artistica e originale che trae origine anche dalla sua «precedente vita»: «La mia formazione è legata al restauro, ma dopo anni in cantiere ho cercato una nuova strada che mi lega al mondo dell'infanzia».

Intanto però, a tempo perso e come secondo lavoro, inizia a modellare la pasta Fimo: «Fin da bambina impastavo il Das o la pasta di sale. Avevo uno spirito artistico molto spiccato-– racconta -. Amavo disegnare, ma a un certo punto non mi è più bastato il foglio».

E la manipolazione se l'è portata addosso, e anche ora si è creata un suo mondo: «Ma Fleur», il suo marchio, con cui crea gioielli. E una linea che l'ha divertita parecchio è proprio a base di dolci: «Uso il Fimo, pasta sintetica colorata che si modella e si cuoce nel forno» spiega. Chiara si inventa pasticciera e sforna torte e biscottini che usa per orecchini, ciondoli, collane, bracciali e anelli: «Preparo la torta multistrato, molto spesso la decoro con dei fiorellini come fossero di zucchero e poi la taglio a fettine».

Che «serve» con minuterie come possono essere cucchiaini e piattini o tazzine del tè con cui decora braccialetti e collane: «Creo un mondo di dolcezza - continua Chiara - dove niente è fatto in serie: tutto a mano, ogni pezzo è diverso».

I primi biscotti li ha sfornati per sua madre: «Tempo fa ho decorato una biscottiera che le ho regalato - racconta -. Chi l'ha vista ha iniziato a commissionarmi torte e biscotti che ho anche usato per la mia linea di gioielli. Prima facevo questi bijoux semplicemente per me stessa e le amiche, ora le richieste con il passaparola sono aumentate».

Anche grazie a Internet: «Sono sul portale misshobby.com dove vendo on line e ho un profilo su Facebook - "la chiari handmade" - che mi permette di essere in contatto con chi vuole delle mie produzioni. Ho anche provato a propormi ad alcuni negozi, ma la burocrazia ti stende e tra il lavoro e l'Università è difficile tenere tutto sotto controllo».

Ma lei continua a inventarsi oggetti, a prendere appunti per i lavori che realizzerà, ad assemblare stoffa con pasta modellabile per nuove invenzioni, idee originali che elabora in una stanza-laboratorio, un mondo tutto suo che sta sistemando, munito di fornetto e «bancone da cucina».

Tutto questo mentre va avanti a fare l'educatrice con i suoi bambini: anche a scuola ha portato Pongo variopinto per farli giocare e per inventare nuove storie: «Liberi di esprimersi e di raccontarsi - sorride -. I piccoli non hanno preconcetti o regole da rispettare: qualsiasi cosa diventa qualcos'altro». Con un'ammissione che alla fine è d'obbligo: «Devo proprio dirlo: se dovessi fare una torta vera, multistrato come quelle che faccio da indossare, sarei una frana. Io in cucina, quella vera, sono proprio negata».

Fabiana Tinaglia

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